Autore Topic: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!  (Letto 1882 volte)

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Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« il: 17 Agosto 2015, 16:12:31 »
E' passato parecchio tempo dal mio ultimo foto-viaggio pubblicato qua sul forum. Abbiamo viaggiato sulle linee sarde, sulla Sulmona-Carpinone, sulla Monza-Molteno. Perchè adesso non prendere un treno e farsi un bel giro lungo 150 km di ferrovia a "scartamento ridotto italiano", sul 950mm delle gloriose FCL poi FAL, da Bari a Potenza e diramazioni varie? Iniziamo il viaggio, allora.

Tutto comincia alla stazione di testa di Bari C.le FAL, al termine del lungo viadotto ad archi affacciato sui binari Ft e FS, dove stoltamente scattai solo UNA foto, questa:



Percorso tutto il viadotto, la linea affronta una curva di cavallo e una travata metallica per sovrappassare il fascio binari dello scalo FS. Dopo una ulteriore curva, si arriva a Bari Scalo, sede di deposito, officine e di un breve tratto a 4 rotaie a doppio scartamento, una volta collegato alla linea FS per Taranto. Qui il tempo è passato: negli anni '90 le Fiat erano padrone dello scalo e compariva qua e là solo qualche Breda accantonata. Oggi i padroni sono gli Stadler e le Fiat hanno preso il posto delle Breda. Ma la mitica Emmina furgone resiste ancora....

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Vengono ora alcune fermate di recente costruzione (fra anni '80 e '90) sulla tratta meno fotogienica perchè in zona industriale di Bari o in trincea, sempre affiancata alla ex sede della linea FS Bari-Taranto. Quella nuova si incontra, viene scavalcata e si riaffianca solamente a Bari Z.I., fino a Modugno. Anche questa tratta è destinata a scomparire: i lavori sono già iniziati. Sono previsti raddoppio e interramento, anche della stazione. A destra nelle foto si vede la catenaria FS della contigua linea per Taranto, che qui ha solo una piccola fermata. Nella stazione FAL invece ci sono alcuni tronchini usati per servizi limitati Bari-Modugno.







Da qui in poi la linea affronta alcuni lunghi rettilinei completamente immersa in distese di ulivi, sempre parallela alla SS96. I lavori di allargamento della statale e quelli di raddoppio della linea hanno completamente stravolto questa parte. La stazione successiva è Palo del Colle, nella quale non ho mai fatto foto. Si ricomincia a viaggiare fra gli ulivi, ma un ponte (viadotto?) a 5 archi segna l'inizio delle rampe per salire su alcuni piani rocciosi. Altro mare di ulivi, fino ad un breve terrapieno che annuncia la stazione di Binetto. In foto il prototipo AMS, costruito in casa usando telai, motori e cambi di due Breda. Quella in foto era una corsa prova, con mia grande sorpresa. Attualmente l'AMS è accantonato cannibalizzato a Bari Scalo.

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Binetto è dotata di binario di incrocio, ma ai tempi non era già più utilizzato.



Meno di un kilometro fra gli ulivi e già si arriva a Grumo Appula. Prima della stazione, sulla destra vediamo la ex sede della Bari-Taranto FS affiancarsi al binario FAL con una stretta curva. Le stazioni FS e FAL - dopo un breve tratto fra le case del paese - erano affacciate, fino al 1994, anno in cui venne rettificata la tratta statale su nuova sede. La stazione di Grumo Appula FAL in uscita è caratterizzata da una stretta curva in trincea, dalla cui sommità si ha una buona visuale per fare foto. Nella prima foto si intuisce a destra la ex sede FS, ora una striscia di giardino con alcune zone recintate. Nella seconda in stazione c'è ancora la AMS.801, al mio terzo ed ultimo incontro con il mezzo in servizio.





Con una stretta curva a ferro di cavallo, la linea si porta a fianco della SP1, separata da questa da staccionata, e ancora in mezzo agli ulivi. Lieve curva e siamo già in stazione a Toritto, dove non ho mai fatto foto, nonostante sia molto fotogienica. Il binario ora inizia a salire di quota, serpeggiando fra declivi, sempre in mezzo a distese di ulivi. Compie alcune curve e passa diversi PL agricoli. Si affianca poi alla SS96 che rimane parallela fino alla stazione di Mellitto - spersa in mezzo al nulla - e che da decenni è sempre circondata da cantieri e lavori. Attualmente, col raddoppio della vicinissima statale, è quasi impossibile arrivare al FV! Dopo essersi tenuta ancora a fianco della statale, la linea ad un certo punto affronta un largo curvone, sottopassa la statale e si perde in mezzo a colline ricoperte di ulivi e prive di ogni accesso carrabile. Qui il binario rimane sulla cresta delle colline, in continuo di curve e controcurve, molte delle quali sono state rettificate negli anni '80: si vedono parecchie tracce del tracciato originario, con ponti e caselli anche a notevole distanza dalla linea attuale. Ora ci riavviciniamo alla statale, che adesso rimane alla nostra sinistra. Il binario taglia alcune basse colline coltivate. Il treno in foto è composto da una M4 Fiat e da una delle poche rimorchiate pilota, marcate SP.400x. Le rimorchiate senza cabina sono RA.

dida errata

In foto un imprevisto invio di una rimorchiata al traino di uno degli LM baresi: fu una gran sorpresa!  ;D ;D

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Con una larga curva, la linea si riavvicina alla statale e entra nella stazione di Pescariello, anch'essa in mezzo al nulla.





Appena oltre, con l'ennesima curva, la ferrovia si riallontana dalla statale. Nelle due foto sotto il punto è esattamente lo stesso, poco cambiato nei 17 anni di tempo trascorso. La seconda foto - come già scrissi altrove nel forum - è il mio record di foto mattutina: alle 5.43 già il sole illuminava la scena!  8) Oggi anche qui è tutto sconvolto dai cantieri per la statale...





Da qui in poi la linea compie una ampia ansa che la riallontana dalla statale, per evitare un vallone e una antica masseria di cui rimangono solo alcuni ruderi. Si susseguono curve e controcurve, trincee e rilevati, in uno dei pochi punti veramente fotogienici che caratterizzavano la tratta barese. Uso il passato perchè anche qui i cantieri stanno stravolgendo tutto, senza contare delle assurde reti metalliche che la FAL ha pensato di dover stendere ai lati della sede ferroviaria, anche in cima alle trincee.... Nelle foto - prese fra le 6.00 e le 8.00 - vediamo alcuni dei vari convogli che quasi in batteria partono dall'entroterra diretti a Bari, alcuni anche in forte composizione.









Dopo aver fiancheggiato una grossa cava di ghiaia e aver passato un ponte in cemento armato, costruito durante i lavori di rettifica tracciato, la ferrovia si riallontana dalla SS96, per infilare dopo diverse curve e controcurve a mezzacosta un ennesimo vallone roccioso. Dal cortile di una masseria si domina tutta la tratta, dove vediamo passare alle ultimissime luce del tramonto una coppia di Stadler.



Siamo ormai alla periferia di Altamura. Ancora qualche curva di raccordo per perdere quota - i rilievi rocciosi sono ormai superati - e si passa un PL presso via Bari.



Poco dopo ci si affianca sulla sinistra la linea non elettrificata da Gioia del Colle. Insieme le due ferrovie raggiungono le rispettive stazioni, direttamente affacciate fra di loro e separate solamente dalla staccionata. Un tempo era possibile passare da una stazione all'altra direttamente attraverso un comodo cancello e annessa passerella. Troppo semplice. E quindi oggi si usa un bel sottopassaggio. La stazione FAL è dotata di 4 binari che in alcuni momenti del giorno bastano appena per gestire l'intenso traffico. Qui infatti avvengono le manovre di composizione/scomposizione dei treni che arrivano da Gravina o da Matera e vanno verso Bari. E viceversa. Oggi con la quasi totale "stadlerizzazione" della FAL barese, le manovre sono molto semplici e rapide. Ancora qualche anno fa, fra rimorchi, motrici, respingenti e ganci tradizionali, fischi e frenate, un addetto della manovra non aveva di che riposare. Tutt'altra scena invece sul piazzale FS: la desolazione regna sovrana. Solo SEI treni al giorno calcano quei poveri binari... Un tempo - fino ai primi anni 2000 - il quinto binario della stazione FAL era in realtà il raccordo con le FS, con relativa rampa di caricamento e parecchi carrellini Langbein, per il trasporto di carri a 1435. E' stato tutto rimosso.



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Il piazzale di Altamura, con ampie curve, porta ora al bivio fra la linea diretta a Gravina e Potenza e quella per Matera, posto ad una quota superiore rispetto alla stazione, per permettere al binario per Matera di scavalcare la linea FS diretta a Gravina, Spinazzola e Rocchetta S.Antonio. Il nostro viaggio oggi continua verso Gravina, ossia sul ramo destro del bivio. La tratta per Matera la percorreremo nella prossima puntata. Passato il bivio, il binario inizia a scendere alla quota originaria e si affianca, restandone a distanza, al binario FS che ci corre parallelo a sinistra. Al di là di esso vediamo un altro binario a 950mm che corre parallelo: è quello per Matera. Dopo un breve tratto a tre binari, quest'ultimo si allontana con una curva verso le valli che conducono a Marinella e poi Matera. Per successivi 10km la linea FAL serpeggia dolcemente verso Gravina, sempre mantenendosi a lato di quella FS.

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L'ingresso in Gravina è similare a quello di Altamura, salvo essere caratterizzato da una splendida chiesa con un gigantesco rosone e un'aquila sulla facciata: è il Santuario della Madonna delle Grazie. Anche qui la stazione FAL è affacciata a quella FS, dove - nella prima foto - vediamo in sosta una 668 diretta a Gioia del Colle. La stazione di Gravina è il confine ideale fra le due direzioni della FAL: quella di Potenza inizia qui, dove termina quella di Bari. Negli anni '90 il confine era palpabile ed evidente. Su Potenza viaggiavano solo M2 Breda, su Bari solo Fiat. E quindi non esistevano nemmeno servizi diretti Bari-Potenza. Con l'accantonamento delle Breda, nei primi anni 2000, le Fiat servivano indistintamente da ambo le parti, ma oggi la divisione è ritornata evidente: per ora gli Stadler sono solo privilegio della direzione barese.







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La linea in uscita da Gravina affronta subito una stretta curva e un viadotto sopra alle prime propaggini del vallone della antica gravina, attraversato in viadotto anche dalla linea FS. La curva permette quindi di passare sotto alla stessa linea FS, portando il tracciato a 950mm a serpeggiare sempre sul ciglio della gravina, che viene poi nuovamente attraversata con un altro imponente viadotto a 7 archi.



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Con andamento molto più dolce, il binario ora rimane alto sulle colline del versante opposto della gravina, fino a permettere una paradisiaca visione di insieme della città vecchia di Gravina, arroccata sul bordo della omonima cavità.





Con alcune strette curve sul crinale di varie colline, la ferrovia si allontana da Gravina in direzione ovest, infilando poi un lungo rettilineo che viene di solito sfruttato dai ferrovieri per tirare un po' il collo alle loro automotrici.





Il rettifilo inizia poi a salire fino al culmine in località Contrada Santa Teresa, dove alcune curve frenano subito i propositi velocisti del PdM FAL. Subito dopo si passa accanto ad una cantoniera - ex fermata di Santa Teresa - per poi affrontare l'ennesima tratta di curve e controcurve serrate a mezzacosta sulle colline arate.









Girata la millesima curva, attraversiamo in velocità la stazione chiusa di Pellicciari. Alcuni rettilinei raccordati da due ampie curve portano la linea ad attraversare il confine fra Puglia e Basilicata, poco prima del ponte sul torrente Basentello. La M2 in foto è esattamente sul confine fra le due Regioni.

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Attraversato il Basentello con un basso ponte ad archi...



...con un'ampia curva la ferrovia si avvicina alla solita SS96, toccando la fermata a richiesta di Basentello.





Ancora rollando sui lunghi rettilinei in mezzo alle verdi colline proseguiamo verso ovest. Si attraversano PL agricoli dall'utilizzo quasi nullo...



...rimanendo sulla riva opposta di un canale affluente del Basentello. Dopo essere transitati ai piedi di alcuni calanchi sabbiosi, sottopassiamo la statale per iniziare una lenta lunga salita verso la stazione di Irsina.

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Irsina è stata per decenni stazione terminale di questa tratta, perchè più avanti il terremoto del 1980 fece parecchi danni e la loro sistemazione - voluta o meno - portò via nientemeno che 11 anni! E così dal 1991 è possibile ripercorrere tutta la linea. O almeno lo è stato dal 1991 fino ad Agosto del 2013, quando una nuova interruzione è stata posta fra Genzano e Avigliano Lucania, ancora in corso.

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Segue una serie di ampie curve in mezzo alle colline, sempre a lato della SS96, in territori quasi completamente disabitati e caratterizzati da assenza di vegetazione ad alto fusto. Il vento qui è talmente sostenuto e le coltivazioni sulle colline sono così distese che è difficile trovare un albero che faccia ombra.

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Dopo un curvone, entriamo nella stazione di Taccone, fermata a richiesta.



Taccone è una fermata sperduta in mezzo alle colline. Il paese è formato da un pugno di case e da qualche cascina, sui quali muri sono disegnati murales che subito rimandano al comunismo e alla rivoluzione, essendo stato Taccone per qualche tempo rifugio di un gruppo di esuli cileni (!). E' il caso di raccontare (spero non ri-raccontare) un aneddoto capitatomi in questa fermata. Il 16 Maggio 1995 partii prestissimo da Potenza, col primo treno del mattino. Al primo giro di controllo biglietti, chiesi al capotreno di fermare a Taccone. Lui mi fece cenno di assenso e io mi appisolai, coccolato dalle curve. Mi svegliai qualche tempo prima. Mi accorsi di essere vicino alla mia fermata e mi preparari nel vestibolo. Ma quando fummo sugli scambi di ingresso di Taccone, la M2 tirò una sana sgasata e prese velocità! Capii subito la dimenticanza del capotreno e bussai alla porta della cabina.  :o :o :o Appena mi vide il capotreno esclamò "Taccone!!!", "Ferma!!!". Il maestro tirò un'inchiodata da paura che già eravamo oltre gli scambi d'uscita. Fece retromarcia fino a fermarsi esattamente davanti al FV. Io scesi e dissi al capotreno "adesso, per scusarvi del contrattempo, aspettate un attimo prima di partire"  :'( 8). Così fecero. Io ebbi qualche minuto per saltare e correre davanti alla M2 per fare foto prima che ripartissero. Salutai e rimasi fra le colline di Taccone per diverse ore.....



Appena dopo la fermata, il binario segue alcune dolci curve fra le colline, dalla cima delle quali si può dominare tutta la linea e scattare sequenze intere al transito di una automotrice.







Con una curva secca il binario sottopassa la SS96 e si apre lo scorcio più irreale di tutta la linea. Per guadagnare quota, la linea affronta cinque curve in sequenza, fra colline seminate non troppo alte, in modo che dal ponte della statale sia possibile inquadrare tutto il serpeggìo della ferrovia.













Successivamente con qualche ansa la ferrovia raggiunge la fermata di Ripa d'Api e da qui un lungo rettilineo bruscamente interrotto da una tortuosa "S" seguita da alcune curve porta il binario sul ponte in curva che attraversa un affluente del Bradano.



Ancora un paio di curve e dopo il sottopasso della Provinciale 123 vediamo pararsi davanti a noi il disco rosso del segnale meccanico a protezione di Genzano.



Genzano è attualmente, da Agosto 2013 e per chissà quanto, capolinea della tratta lucana da Gravina. Per improrogabili lavori di rifacimento della piattaforma su cui poggia la sede e per la sistemazione di alcuni muri di contenimento e ponticelli da qui oggi si è costretti a prendere il bus sostitutivo. Genzano, pur essendo in mezzo al nulla (il paese dista come sempre diversi kilometri), è persino sede di rimessa a doppio stallo e di piattaforma girevole, dove vediamo la giratura della scassatissima 402 durante un fotografico.





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Con qualche curva affrontiamo un nuovo ponte ad arco singolo sul Bradano e un successivo lungo rettilineo che avvicina la linea alla Provinciale 122. Ci rimane parallela per qualche kilometro, durante il quale passiamo in velocità la fermata di Torre Vosa, fino ad una decisa curva verso sud che porta la ferrovia a salire in quota con una serie di curve e controcurve fino ad avvicinarsi al prossimo paese da servire: Oppido Lucano. Io però ci arrivai in autostop da Irsina!  ::) Il simpatico piazzista porta a porta che mi scarrozzò fino a qui mi lasciò in centro al paese, su, in cima alla collina. Chiesi a diverse persone la strada per la stazione. Mi guardavano come un marziano. E solo arrivato in stazione capii perchè..... già la strada era una sterrata impraticabile. Ma una volta alla meta, vidi che il terremoto del 1980 non lasciò molte tracce del fabbricato viaggiatori. Non c'era più. Zero  :-\. C'era il piano caricatore, la sagoma limite, il fabbricato dei cessi e un cumulo di macerie coperte di rovi. E così, visto l'imminente temporale, svanì la mia speranza di trovare un sicuro riparo.... Almeno all'inizio il cielo si aprì un poco, regalandomi una lama di luce nel nero del cielo...



...ma al passaggio successivo tutto era sotto ad una coltre plumbea di nuvole. Appena dopo il passaggio di questa Breda mi dovetti riparare nel ex cesso e lì attendere il prossimo treno, mentre pioveva e grandinava a dirotto.  ^-^ Quando si avvicinò l'ora di arrivo del treno su cui dovevo salire, l'ultimo utile per tornare a Gravina, continuavano a cadere secchiate di acqua e non osavo spostarmi dal cesso.... ::) :-[ Però come facevo a farmi vedere dal PdM del treno, in tempo perchè fermassero per raccogliermi? Fortunatamente la curva prima della ex stazione fungeva da rallentamento. La M2, di cui si vedevano appena i fari nell'oscurità, sbucò dalla curva e io balzai fuori dal casottino. In quei pochi secondi che passarono feci in tempo a bagnarmi fino alle mutande......

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La linea continua la sua combattuta marcia verso ovest in un continuo di curve e controcurva, qualche ponte, una galleria, in un paesaggio aspro e molto boscoso. Ad un certo punto sottopassa un viadotto della provinciale ed entra nella stazione di Acerenza. Il bel fabbricato è puntellato e pericolante e il DM condivide la sua scrivania insieme a qualche seggiola per i viaggiatori in attesa all'interno di un container.





Subito dopo il binario riprende a serpeggiare a mezzacosta su rilievi boschivi, per affrontare poi un bel viadotto in curva a 3 archi che domina dall'alto il bacino artificiale chiamato Lago di Acerenza.





Da qui e per circa 12km la ferrovia si infila in un vero bosco, continuando a cambiare direzione, affronta gallerie (la più lunga è di oltre 600 metri), pendenze, curve e controcurve, lontano da ogni strada o segno di civiltà. Si apre solo quando passa nel fondovalle all'altezza di Pietragalla, paese che però viene servito con una stazione in curva solamente 4 kilometri dopo. Poco prima della stazione, per guadagnare quota, il binario compie una stretta "S" con il passaggio su un bel viadotto da 8 archi.

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La stazione di Pietragalla è stata fino a fine anni '90 capolinea di alcune corse limitate da Potenza. In ogni caso era il limite - ai tempi delle M2 Breda - per le composizioni con i rimorchi di rinforzo. Qui venivano sganciati e rimanevano parcheggiati per essere poi aggiunti al primo treno discendente meritevole di più posti a sedere.

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Partiti da Pietragalla torna la solita dose di curve e controcurve, seguendo il profilo delle colline e da lontano l'andamento della SS169. Ad un certo punto il binario piomba in un fitto bosco, detto Macchia Capraia, dal quale esce per trovarsi affiancato dalla statale e in area industriale. Con una sistemazione quasi tranviaria e dopo qualche curva si arriva alla fermata di S.Nicola.

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Con una successione di curve e 3 tornanti la ferrovia deve ora perdere quota in pochi kilometri, per arrivare a raggiungere - dopo un piccolo ponte - la stazione di Avigliano Lucania. Il treno in foto è appena partito da Avigliano Lucania per Gravina e sta affrontando la ripida salita. Subito sopra si vede la rampa continuare, dopo aver affrontato il primo tornante.

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Questa è in comune con le FS, è lungo la linea Foggia-Potenza: i primi 3 binari sono a scartamento normale, gli altri 3 sono a 950mm. E' qui - poco dopo gli scambi di uscita in direzione Potenza - che avviene l'innesto del binario a 950 sul binario a 1435, con la ferrovia che corre per i successivi 11km circa a doppio scartamento, a tre rotaie. Avigliano Lucania è inoltre bivio per la FAL: da qui parte la breve ma accidentata antenna diretta ad Avigliano Città, a 876 mslm. Anche questa tratta avrà una puntata tutta sua. Per ora rimaniamo qui, ad Avigliano Lucania. Osserviamo i transiti dei treni FS, 668 e qualche navetta con D.445.



Dai marciapiedi della stazione è anche possibile osservare senza alcuna fatica la ripida discesa sui tornanti dei treni FAL che arrivano da S.Nicola, compiono l'ansa a sud dello scalo e entrano sul 5° e 6° binario. In orari scolastici i treni hanno forti composizioni, fino a 3 Breda e 3 rimorchi. Qui giunti i convogli vengono divisi.
Questo treno da Potenza ha appena lasciato il binario a tre rotaie (si intravede sulla destra) e sta per entrare sul 4° binario. Le due Breda di testa con due rimorchi andranno ad Avigliano Città mentre la Breda di coda con un rimorchio faranno la ripida salita verso S.Nicola fino a Pietragalla. Qui il rimorchio verrà scartato mentre la Breda proseguirà fino a Gravina. Ecco la sequenza delle manovre. Ovviamente vedere un serpentone di 6 pezzi, a scartamento ridotto, con mezzi che mediamente avevano allora 40 anni di servizio sul groppone era uno spettacolo galattico. Immaginate il 6 pezzi sulla tratta a 3 rotaie. O il 4 pezzi salire le dure rampe per Avigliano. Ecco, immaginiamolo insieme..... che son stato troppo idiota a nemmeno pensare di poterlo fotografare....  :-\

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Quest'altro è il corrispondente che, appena ricomposto, sta per impegnare il binario a doppio scartamento verso Potenza.

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Lungo la tratta a tre rotaie le curve e le pendenze sono quelle in uso a FS, quindi le automotrici FAL possono sfogare i vecchi motori imballati a piacimento. Dopo una sorta di "S" allungata incontriamo la fermata di Tiera, una volta servita da entrambe le società, attualmente solo da FAL. E' poco più che un casello in curva.



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Subito dopo la ferrovia mantiene il fondovalle e dopo una larga curva raggiunge il Posto Movimento Tiera, aperto nel 2005, dotata di tre binari (quello di transito a tre rotaie e un ulteriore binario per ognuno dei due scartamenti) e finora inutilizzato. La tratta a doppio scartamento riprende e fra curve e gallerie  e attraverso un ponte a tre archi raggiunge la fermata di Potenza Macchia Romana (una tettoia fra due gallerie) dopo la quale, al termine di una curva, troviamo lo scambio che separa il binario a 950mm da quello a scartamento normale, poco prima di entrare nelle rispettive stazioni di Potenza Santa Maria (FAL) e Potenza Superiore (FS), ancora una volta l'una di fronte all'altra. Anche qui restano alcune tracce del passato traffico merci, con l'ampio magazzino FS e alcuni tronchi FAL che permettevano il trasbordo delle merci. Ora la linea si infila in mezzo ai quartieri più popolari di Potenza, fra palazzoni anni '50 e oltre. Passiamo Potenza Rione Mancusi, fermata senza storia, per infilarci dentro una lunga galleria che sottopassa tutta la parte vecchia della città, per poi sbucare nel piazzale di Potenza Città.



Il binario ora circoscrive un'ampia curva a ferro di cavallo, fra palazzi e trincee. Tocca due fermate non più utilizzate (S.Rocco e Via Rivello) e serpeggiando per perdere quota passa l'ennesima fermata fuori uso (Via Baracca). La linea ora, dopo una curva, si trova affiancata alla radice scambi di Potenza Centrale FS, ne sfiora il Magazzino Merci e passa di fronte all'imponente FV, fermando nella piazza antistante a Potenza Inferiore, un casello con tettoia.

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Dopo aver sottopassato viabilità e alcune case raggiunge subito la stazione di Potenza Inferiore Scalo, capolinea del nostro lungo viaggio. Qui lo scalo è formato da quattro binari passanti, l'ultimo dei quali è sempre usato per parcheggiare i rimorchi che vengono usati sui rinforzi. Il FV è moderno, travi in cemento e mattoni di tufo, ricostruito dopo il 1980, anno in cui venne chiusa la linea per Pignola a causa del terremoto. Questa una volta proseguiva fino a Laurenzana, 42km di tornanti e curve a sud est di Potenza, nel progetto originario di raggiungere Guardia Perticara e Montalbano Jonico e da qui Scanzano, mai completato. Dalla stazione verso ovest si apre lo scalo merci, una volta ricco di binari e con rampa di carico su carrelli Langbein, e sul successivo deposito solamente di recente ampliato con un nuovo capannone. Quello originale a 4 stalli è stato negli anni '60 dotato di un prolungamento con tettoie metalliche che gli danno una poco piacevole parvenza di autofficina. Qui vediamo alcuni ferrovieri indaffarati in piccole riparazioni sulla Breda prossima al servizio, mentre troviamo l'altra perla rara della FAL - la seconda Emmina furgonata - ferma su un tronchino da decenni.

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Il nostro lungo, tortuoso, lento viaggio ideale è finito  :D. Ideale perchè non fattibile in un solo giorno, ideale a causa della permanenza dell'interruzione fino a Genzano. Paesaggi diversi in regioni diverse, dagli ulivi alle sterminate colline della Basilicata coast2coast passando per boschi, paesi e periferie sgarrupate. Da rifare. Ancora.  :P :P

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« Ultima modifica: 15 Gennaio 2020, 18:41:53 da Praz© »
Stefano "Praz©" Paolini

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Offline Praz©

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #1 il: 19 Agosto 2015, 07:55:04 »
Se avete domande e curiosità o volete dritte per andare, chiedete pure.  ;)
Stefano "Praz©" Paolini

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Offline minuetto toscano

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #2 il: 19 Agosto 2015, 08:43:12 »
Che spettacolo!!!!!!  :o :o :o :o

Offline marco345

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #3 il: 19 Agosto 2015, 09:03:57 »
Complimentoni ste, una meraviglia!  :P


Offline Davide Vicenza

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #4 il: 19 Agosto 2015, 09:34:00 »
Domande?

Solo ammirazione ed applausi per un racconto così preciso e ottimamente documentato.

L'ultima foto poi è la ciliegina sulla torta.

 :P
 

Offline Praz©

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #5 il: 19 Agosto 2015, 09:44:36 »
GRazie.

Aggiungo per correttezza - visto che l'autore sta leggendo - che le 6 foto di vapore sono prese durante uno dei tanti fotografici di Rohrer.
Stefano "Praz©" Paolini

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #6 il: 19 Agosto 2015, 09:47:36 »
E il mercino con l'LM4.602?
 

Offline davidepiva

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #7 il: 19 Agosto 2015, 09:50:53 »
Giusto per rovinare la festa ... il raccontino di Taccone NON e' inedito!  :-*  ;D
Con l'Alfa Rossa fa quello che vuole dentro il fuoco di cento saette ...

Le mie foto su Flickr: http://www.flickr.com/davidepiva

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #8 il: 19 Agosto 2015, 10:08:20 »
 ;) Mi sembrava infatti di averlo già sbrodolato nel forum....

Il mercino con l'LM4 è quello noto del Bottazzi, vedi qui:

http://www.photorail.it/forum/index.php?topic=13146.0
Stefano "Praz©" Paolini

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Offline fabribo

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #9 il: 19 Agosto 2015, 12:06:56 »
A parte vari ponti definiti viadotti... 8)

Tutto avvincente e interessante, da invidia le foto degli anni '90 e quelle recenti pre-Stadler.

[modalità anziano on]
Gli scatolotti Stadler faccio fatica a "digerirli" , su quella linea... :-[
[modalità anziano off]

Saluti.
Fabrizio.
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Offline MassimoR

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #10 il: 19 Agosto 2015, 12:51:56 »
Senza parole!!!  :P :P :P :P

Offline Praz©

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #11 il: 19 Agosto 2015, 13:01:52 »
A parte vari ponti definiti viadotti... 8)

@Ciccio: rassegnati!!!  ;D

Treccani:

viadótto

viadótto s. m. [dall’ingl. viaduct, comp., secondo il modello di aqueduct «acquedotto», del lat. via «via2» e ductus «condotto»]. – Opera di ingegneria, non diversa strutturalmente da un ponte ma composta da una successione di parecchie luci, con strutture sia ad arco sia a travata, mediante la quale una strada ordinaria o ferrata supera ampie vallate: opere del genere sono inoltre utilizzate all’interno delle città al fine di permettere il superamento di zone di traffico poste a differente livello, spec. se di genere diverso (metropolitane, sopraelevate, ecc.).

pónte

pónte s. m. [lat. pōns pŏntis]. –

a. Manufatto di legno, di ferro, di muratura o di cemento armato che serve per assicurare la continuità del corpo stradale o ferroviario nell’attraversamento di un corso d’acqua, di un braccio di mare, o di un profondo avvallamento del terreno.

 :-*
Stefano "Praz©" Paolini

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Offline tobruk

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #12 il: 19 Agosto 2015, 13:08:54 »
Non ho mai detto che sono diverse strutturalmente, si distinguono in base alla funzione, non alle caratteristiche strutturali.

Oh mica l'ho deciso io per rompere i coglioni, è così e basta!  :-*


Offline Praz©

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #13 il: 19 Agosto 2015, 13:12:42 »
Mi riassumi cosa avevi scritto che non trovo più?

Comunque è un cavillo da avvocati (... ;D).
Ho deciso che chiamerò ponte quei cosi con da una a tre campate e viadotti quelli da quattro in su.
Poi chiamerò cocomero l'anguria e popone il melone.

 :-* :'(
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Offline tobruk

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #14 il: 19 Agosto 2015, 13:18:46 »
Mi riassumi cosa avevi scritto che non trovo più?
In sintesi quando scavalca un corso d'acqua è un ponte, se invece scavalca una vallata o una depressione o quello che è, è un viadotto. Dicono i testi.

Citazione
Comunque è un cavillo da avvocati (... ;D).
Ho deciso che chiamerò ponte quei cosi con da una a tre campate e viadotti quelli da quattro in su.
Poi chiamerò cocomero l'anguria e popone il melone.
 :-* :'(

Il cocomero qui è veramente l'anguria.  ;D Il melone è quello giallo, quello latino.
« Ultima modifica: 19 Agosto 2015, 14:40:41 da Praz© »

Offline Praz©

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #15 il: 19 Agosto 2015, 13:26:44 »
Popone lo chiamava una gnocca di Arezzo....

Ma quindi il manufatto nella foto della Breda giallorossa (romanista?) sulla gravina di Gravina potrebbe essere un Viadonte o un Pondotto, perchè passa una ampia vallata e sotto al centro c'è un rigagnolo?

 O0
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Offline tobruk

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #16 il: 19 Agosto 2015, 14:31:30 »
Popone lo chiamava una gnocca di Arezzo....

Ma quindi il manufatto nella foto della Breda giallorossa (romanista?) sulla gravina di Gravina potrebbe essere un Viadonte o un Pondotto, perchè passa una ampia vallata e sotto al centro c'è un rigagnolo?

 O0

Il rigagnolo vale come corso d'acqua, ponte!!  O0

Online peppe656

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #17 il: 19 Agosto 2015, 14:35:52 »
Spettacolo soprattutto le foto ante 2000 e le M2 verdi che mi esaltano non poco :P

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #18 il: 19 Agosto 2015, 14:50:54 »

  Bellissimo e preciso racconto condito con ottime foto  :P :P bravo Praz, le uniche che digerisco meno sono gli stadler che in quei panorami non ce li vedo.

  Luigi.
luigi Iorio- potete trovare le mie foto anche su: http://www.flickr.com/photos/iorioluigi

Offline claudio

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #19 il: 19 Agosto 2015, 15:08:44 »
Disquisizione sui viadonti a parte il resoconto è piacevolissimo e le immagini straordinarie, tra l'altro su una linea della quale si sa sempre veramente poco. Bravo Praz

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #20 il: 19 Agosto 2015, 15:12:35 »
Potevi spenderle 5000 lire per un ombrellino. Anzi si chiama parapioggia  8)

Dici bene da rifare, magari con la vaporella se e quando la linea sarà riaperta.
NO VAP

Offline Praz©

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #21 il: 19 Agosto 2015, 15:17:59 »
Se la vaporella rimarrà assegnata a Bari ce la scorderemo.... Falla passare sotto alla nuova stazione sotterranea di Modugno.... quella in foto, sempre morente, stava a Potenza.
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Offline roberto morandi

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #22 il: 19 Agosto 2015, 15:23:39 »
Che spettacolo! Tra tante foto di grandiosi paesaggi e mezzo interessanti, mi ha stupito il serpentone di Avigliana, davvero inedito!!

Osservazione personale: il tratto intorno alla gravina di... Gravina sarebbe una fantastica base per una micro-ferrovia turistica, valorizzando la vista sull'abitato, sulle case trogloditiche, sulla zona archeologica al di là del canyon (che però leggevo esser spesso segnata da rifiuti e degrado).

Offline belzebou

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #23 il: 19 Agosto 2015, 15:58:45 »
Se la vaporella rimarrà assegnata a Bari ce la scorderemo.... Falla passare sotto alla nuova stazione sotterranea di Modugno.... quella in foto, sempre morente, stava a Potenza.

Ma a Potenza non è (ERA?) in corso di perenne revisione proprio una loco a vapore (la 402?)? Che poi non si farà mai, lo credo bene.
Le foto sono qualcosa di incredibile. E ti dai pure dell'idiota per non aver fatto il sei pezzi in linea?Idiota io che quando decisi di dedicare tempo per quelle linee si era già nella fase graffiti a iosa e quando il tutto è stato ripulito, hanno riverniciato con quella livrea fastidiosa... ^-^
Bello anche il racconto :D
Foto pure qui www.flickr.com/photos/tradotta
E anche qui (previa accettazione dell'amicizia) www.facebook.com/profile.php?id=100010223203559

Offline Praz©

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #24 il: 19 Agosto 2015, 17:44:13 »
Esatto: la 402 che poi è questa, che schiantò esattamente in questo viaggio. Quella di Bari è la 421.

 ;)
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Online pojana

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #25 il: 19 Agosto 2015, 18:33:38 »
 :P Non tenere tutto 'sto ben di dio solo qui, un bell'articolo sul sito !
( lo so che le foto ci sono già quasi  tutte  ;) )

ciao
Ciao, Enrico Sester

"mai arrabbiarsi, solo meravigliarsi" cit. Arturo Nicolodi

Offline fferrab

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #26 il: 19 Agosto 2015, 19:13:01 »
Praz non ti passa più a Sesto ad agosto vero? Problemi col bagno? ;D Se non c'è chi ti porta a fare uno spritz...  8)
Bello comunque, ma anche tu inizi ad invecchiare, sei un filino nostalgico.
Ciaoooo
F
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Offline Praz©

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #27 il: 19 Agosto 2015, 19:45:51 »
Nostalgico? Ma se ci sono foto di quest'anno? Non sono io quello che ha quasi appeso la macchina al chiodo, qui....  ;D :-*
Stefano "Praz©" Paolini

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #28 il: 19 Agosto 2015, 20:54:48 »
Una cosa è sicura: a Sesto c'è del malessere  ;D
NO VAP

Offline Praz©

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Re: Viaggio AppuloLucano: 150 kilometri in 99 foto!
« Risposta #29 il: 19 Agosto 2015, 21:15:48 »
C'è di tutto. Tranne le foto ai defunti raccordi Falck e Marelli.... :-\
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