Autore Topic: Tre settimane nel Centro Sud - 1995 [437 foto!]  (Letto 6157 volte)

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Offline Praz©

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Tre settimane nel Centro Sud - 1995 [437 foto!]
« il: 30 Dicembre 2020, 18:31:48 »
Dopo soli 5 anni che iniziai a zingarare in giro per l'Italia a fare foto, misi in piedi un mega giro di 3 settimane nel mese di Maggio del 1995. Ovviamente sempre con la solita modalità suicida: viaggi in treno, a piedi, autostop, tante ore di sosta in attesa del primo treno utile, etc... Tutto il bagaglio era uno zaino Invicta riempito a scoppiare di vestiti e altre cose utili, tutto però contato e razionato. Come giubbino avevo ancora la mia fida giacca verde della mimetica con cui feci la naja. Il fatto che girassi con la giacca di un militare attirava parecchio l'attenzione, soprattutto in Puglia o nei paesi più piccoli. Conobbi una montagna di gente che con la scusa di chiedermi se ero un militare poi attaccava bottone. Finiva quasi sempre con un caffè offerto o con uno scatto ricordo!

Nel 1994, sempre a Maggio, feci già una settimana fra Abruzzo e Molise ma alcuni scatti mi rimanevano sul groppone, così ricominciai proprio da lì. Sarei tornato sulla Sulmona-Carpinone e poi da lì a scendere fra concesse e secondarie FS per arrivare fino in Puglia, dove sulle FSE rimasi una settimana intera!

Il mio espressone notturno fermò a Pescara in piena notte e pazientemente attesi la larga coincidenza con il primo treno che mi avrebbe portato a Sulmona. Lì presi il primo treno della Carpinone, partenza 6.50, per salire sulle montagne: era una doppia di ALn 663. Arrivai a Roccaraso alle 7.40, il sole era uscito da poco sull'altopiano. Scesi di corsa con tutto il mio bagaglio e saltai al di là dei binari per la prima foto:

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Mi ripresi dal viaggio in sala d'aspetto, sdraiato sulle panche di legno. Il viaggione era stato una vera mazzata. Alle 9.15 iniziò a suonare la Leopolder, che annunciava l'arrivo del diretto (…) per Carpinone: una 668 isolata. Gli feci un po' di scatti e poi salii a bordo.

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Non conoscevo nulla di questa parte della linea, per cui dopo essere passato in mille punti foto bellissimi, scesi completamente a caso ad Alfedena. Feci uno scatto alla mia 668 e valutai che fare. Il primo treno era alle 13.50, verso Sulmona. Se avessi voluto proseguire a Castel di Sangro, avrei dovuto attendere fin dopo le 15!!! Così, vista la dimensione del nulla in cui mi trovavo, mi rimisi a dormire in sala d'aspetto. Alle 11.30 la Leopolder iniziò a suonare! Mi chiesi che cavolo potesse essere, magari un merci come quello beccato l'anno prima! Sarebbe stato stracontroluce, però….. invece arrivò e transitò a palla di fuoco uno speciale carico di bambini composto da una quadrupla di 668.1800! E io mi trovavo nel posto più sfigato per farlo…. Così piantai solo un misero frontalone, oltretutto sotto una bella nuvoletta fantozziana:

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Con 'sta mezza fregatura mi decisi a muovere verso Castel di Sangro. Ovviamente a piedi, lungo il binario. Entrai in stazione come fossi un treno, dopo aver passato il segnale ad ala, feci il curvone e prestando attenzione a che non mi beccasse il DM, arrivai fino al marciapiede. In sosta c'erano alcune 668, alle quali feci qualche foto.

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Intorno alle 12.30 - dopo un lauto panino al bar della stazione - andai a curiosare sul piazzale della stazione FAA, da dove nel giro di mezz'ora sarebbe dovuto partire il primo treno per Lanciano dopo la voragine mattutina. Restai però distante dalla stazione, dove già avevo scattato parecchio nel 1994, anche perchè avevo il mio treno da prendere dopo la partenza dell'ALe FAA e volevo evitare corse.

Nel piazzale c'era la ALe 01 ferma sul primo e un rimorchio sul secondo

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Con qualche manovra, la ALe agganciò il rimorchio e se lo portò sul primo, pronto alla partenza delle 13.00. Attesi e inquadrai col cancello del raccordo FAA-FS

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Alle 13.40 saltai sulla mia 668, che ne attese un'altra in arrivo da Carpinone per partire. Mi feci tutta la tratta al finestrino, per segnarmi punti foto e stazioni meritevoli. I paesaggi bellissimi e desolati li ricordo ancora, ma avevo anche la preoccupazione di dover incastrare una mia sosta in stazione con i treni successivi, dato che parecchie di queste stazioni erano servite solo da un paio di corse al giorno…. Non avrei certo voluto dover passare la notte a … chennesò … Vastogirardi.

A Carovilli avevamo incrocio e sperai che fossimo i primi ad arrivare, per scattare qualche foto. Invece il treno in senso inverso - una tripla di 668 - era già in stazione e appena la mia ALn si fermò, questo partì verso Sulmona. Gli arrangiai solo una foto dal finestrino, veramente caccolosa. Proseguii e scesi così a Sessano nel Molise, dove il mio treno arrivò alle 14.29 e dove dovevo prendere il successivo e ultimo del giorno delle 14.48 per tornare in altri punti. Arrivai, scesi di corsa per la foto alla mia 668.1000 e poi attesi il corrispondente

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Tornai indietro fino a San Pietro Avellana, stazione dall'architettura piacevole e spersa nel nulla. Feci la mia solita mossa e scattai alla 3310, dalla quale scese un gruppetto di escursionisti che andarono a chiedere indicazioni al DM.

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Chiesi anche io incuriosito, anche per far capire al DM che avevi solo intenzione di fare qualche foto e null'altro. Mi spiegò che da fuori la stazione partono diversi sentieri verso i boschi e verso la Riserva Naturale Montedimezzo. Provai ad incamminarmi alla ricerca di qualche punto foto dopo la stazione, ma non conclusi nulla, anzi: mentre mi spostavo mi feci scappare un treno verso Sulmona…. come se già non fossero pochi al giorno… Tornai sui miei passi e restai quindi in stazione, dove dopo 2 ore da che arrivai, finalmente feci foto ad un altro treno, la stessa 668.1000 che mi aveva portato a Sessano:

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Poco dopo le 17.00 arrivò l'ultimo treno buono per arrivare a Carpinone: volevo fare almeno una foto della stazione capolinea. Una volta arrivato, mi persi l'ennesimo incrociante (ma solo qui facevano gli incroci così in fretta?) e restai in attesa della partenza del mio treno per tornare a dormire a Sulmona, dove avevo prenotato l'albergo. Mentre il sole iniziava a calare, girando, iniziò anche ad illuminare il piazzale altrimenti in ombra. Così scattai alla mia 668 in attesa della sua corsa delle 19.42.

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Qualche minuto dopo la campanella prese a suonare, annunciando un treno imprevisto. Era il ritorno della scolaresca con la quadrupla di 1800!!! Le ombre erano già più lunghe, ma finalmente una foto un po' laterale riuscii a farla!

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Poi calò il buio e anche il freddo!!! Arrivai a Sulmona alle 21.40 e toccai il letto solo alle 22 passate.

(continua)
« Ultima modifica: 22 Gennaio 2021, 19:16:11 da Praz© »
Stefano "Praz©" Paolini

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Offline marco felisa

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #1 il: 30 Dicembre 2020, 18:38:37 »
668 nei colori veri  :o Chi ben inizia...  :P
Aspetto le prossime, intanto metto su le lenticchie; il barbera l'ho già aperto e si sta ossigenando!

Offline MatteoCerizza

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #2 il: 30 Dicembre 2020, 19:14:35 »
Come giubbino avevo ancora la mia fida giacca verde della mimetica con cui feci la naja.

Mi sembra di vederti, in perfetto stile John Rambo... ;D ;D ;D

Bellissima la FAA.
Tra tutte le mie fotografie la più bella è quella che devo ancora scattare...

Offline Peppe91

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #3 il: 30 Dicembre 2020, 20:35:18 »
Belle, belle, belle!!! :P :P :P E mi aspetto altre foto bomba! :P
Trovo sempre particolari le 668 con i vetri frontali curvi, le trovo meno eleganti.

Offline Praz©

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #4 il: 30 Dicembre 2020, 21:46:43 »
Il giorno successivo, una Domenica, non è che avessi grandi opportunità di fare foto.... Così approfittai per fare un lungo viaggione articolato per arrivare alla sera nella città dove avrei dormito i giorni successivi: Benevento. Da Sulmona però l'impresa era tutt'altro che facile, soprattutto la domenica. Volevo innanzitutto percorrere le secondarie che nei giorni successivi avrei visitato, segnandomi punti foto e stazioni interessanti.

Così saltai a bordo del primo treno da Sulmona per Carpinone e Isernia: partenza 6.50, arrivo alle 9.01. Ero preoccupatissimo per i soli 2 minuti di coincidenza ad Isernia, ma il Capotreno mi disse che avrebbero aspettato. Infatti arrivando a Isernia feci anche in tempo ad aspettare a salire sulla mia 668 per fare una foto banale al treno che mi aveva portato fino a qui. Meteo caccola.... foto caccola

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Questa 668 proveniva da Roma - se non erro - e mi avrebbe portato appena fino a Campobasso. Avrei potuto accorciare il giro scendendo direttamente a Benevento con la linea diretta attualmente chiusa, via Pietrelcina. Ma alla Domenica ovviamente aria fritta.... Così rimasi a marcire a Campobasso per 2 ore e mezza, dormicchiando in sala d'aspetto, mentre fuori il meteo era peggiorato: pioveva.... Finalmente alle 12.38 la mia solitaria 668.1800 partì per Termoli, dove arrivai con un paio di minuti d'anticipo alle 14.20. Sempre troppo tardi per ogni coincidenza, pensavo. Mi sarei dovuto sparare altra mega sosta anche qua. Invece il locale che doveva partire alle 14.15 provenendo da Pescara non era ancora arrivato! Così mi salvai parecchie ore e pensai subito a come impiegarle. Arrivato a Foggia trovai il sole: erano le 15.42. Tempo di fare uno scatto così così ad un locale con 646 e saltare sul primo treno per Manfredonia, che sarebbe partito 6 minuti dopo.

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La coppia mista 668.1000 + 1900 mi portò fino al capolinea, dove rimasi giusto il tempo del cambiobanco, 10 minuti. Scattai 3 fotine e ritornai a bordo.

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Tornato a Foggia per le 16.50, avevo pronto un bel bus sul piazzale esterno della stazione: niente treno la Domenica...... Così non vidi nulla della bellissima Foggia-Benevento, arrivando a Benevento nientemeno che alle 19.00!!! Un viaggio massacrante. Appena entrato in stazione però mi accorsi del prossimo arrivo dell'IC 739 "Sannio" che attesi, nonostante la luce scarsa per le nuvole. E feci bene ad aspettare:

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Balzai al volo sulla E.500 FBN ferma sul primo binario e ne discesi a Benevento Appia, dove c'è il deposito FBN. Riuscii a malapena a scattare una foto stando nascosto dietro a qualcosa, poi mi sgamarono e subito mi fecero un mazzo tanto..... Chiacchierando però il Capostazione capì che non ero il primo pirla venuto a rompere le scatole e mi avvisò di tornare domani mattina: era ancora in turno e mi avrebbe lasciato fare senza nessun problema. Così fatta questa foto, andai verso l'albergo.

La loco Le.22 era l'unica rimasta delle 2 comprate usate dalla SIFT Piacenza-Bettola:

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(continua)
Stefano "Praz©" Paolini

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #5 il: 30 Dicembre 2020, 22:06:10 »
Eccolo il reglo di capodanno
Visita il mio spazio su Flickr: http://www.flickr.com/photos/daniele_sudati/

Offline marco felisa

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #6 il: 30 Dicembre 2020, 22:28:08 »
L'avevo detto che era iniziata bene! Zig zagando verso sud, tra adriatico e appennino, in 668.

Offline Davide Vicenza

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #7 il: 30 Dicembre 2020, 23:39:26 »
Ahahaha, il Praz in mimetica! hai qualche foto?

 8) O0

Ottimi scatti per le modalità in cui sono stati effettuati, difficile se non impossibile ottenere di più.

 :)

In quanto alle 668, coi vetri originali sono bellissime.
 

Online AndMart

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #8 il: 31 Dicembre 2020, 00:44:35 »
Che bel racconto! Già mi gusto il resto...  :P :P :P
Una volta escluso l'impossibile ciò che rimane, per quanto improbabile, non può essere che la verità. S.H.

Online Emiliano

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #9 il: 31 Dicembre 2020, 13:12:50 »
Una più bella dell'altra....
Spettacolo puro!

Saluti,
ME
...Mi piace star a guardare stì treni perché non sono mai uguali, alcuni hanno anche un nome. Te ne stai lì tranquillo, al bar a guardare … e tzac! Tutun tutun tutun…
- cos’era?
- la Freccia delle Dolomiti
- Madosca! Un brivido. Guarda, solo il nome rendeva già l’idea...

Offline Praz©

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #10 il: 31 Dicembre 2020, 13:16:46 »
La mattina del giorno dopo - Lunedì 8 Maggio - all'alba sono già a rompere le palle a Benevento Appia. Il DM non è molto sopreso di vedermi già alle 6.30..... mi offre un caffè che bevo a razzo: non voglio certo perdermi la luce spettacolare che sta uscendo e alle 7.00 devo prendere il treno! Così ringrazio e inizio a saltellare qua e là in deposito. Faccio qualche scatto alle vecchie OMS e alle Firema ferme; non si può molto perchè il DL è piccolo e la roba parcheggiata è parecchia. Le OMS mi dicono che fanno pochi treni, oggi solo una coppia! Fra le foto, metto le due dei locomotori: il Le.21 costruito in esemplare unico apposta per la SFS/FBN e il Le.22 ex SIFT Piacenza.

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Dietro al Le.22 si vede il complesso binato elettromotrice + rimorchio - che da idiota non so per quale motivo non ho fotografato... - che ha una storia davvero complicata....

Nata come elettromotrice AEz nel 1932 per la STEFET poi ACIT Pisa-Tirrenia-Livorno, ha lavorato fino alla chiusura della linea nel 1960 insieme al rimorchio che le è abbinato, nei suoi colori bianco/rosso e telaio nero: https://www.photorail.it/forum/index.php?action=gallery;sa=view;id=11299

Quasi tutto il materiale ACIT finì comprato dalla SEPSA di Napoli, nel 1962. Le elettromotrici e i rimorchi vennero ricostruiti nella cassa e abbinate in modo semi-permanente ai loro rimorchi dalla officine SACFEM presso Arezzo, costituendo 3 complessi M+R. Sulla SEPSA questi treni fecero servizio dai primi anni 60 fino al 1978, quando vennero venduti alla FBN Benevento-Cancello, dove cambiò solo il colore e l'allestimento dei sedili.

https://www.photorail.it/forum/index.php?action=gallery;sa=view;id=13751

https://www.photorail.it/forum/index.php?action=gallery;sa=view;id=13223

Sulla FBN lavorarono dal 1979 alla fine del 1986, soppiantati dall'arrivo dei nuovi treni Firema. Visto che erano già poco utilizzati, a Febbraio del 1985 il binato Ep.202 + R.022 venne mandato a Genova, dove la ditta EAA lo equipaggiò sperimentalmente di un azionamento elettronico con tiristori e nuovo cassone per la dissipazione sul tetto. Così equipaggiato e con ancora la cassa originale, venne provato a Marzo 1985 sulla Alessandria-Genova via Ovada (!!!). Nel 1986/87 venne completamente ricostruita la cassa - se non sbaglio dalla Fervet - e il treno nel suo nuovo look venne ritornato alla FBN a Benevento nel Giugno 1987, compiendo il viaggio Genova-Benevento coi propri mezzi! Là arrivato e ormai rimasto l'unico della sua piccola serie (gli altri 2 binati erano già stati demoliti) venne provato sulla Benevento-Foggia e poi sulla FG. A Dicembre 1987 era a Firenze per prove e misurazioni elettriche. Queste prove si protrasseo per parecchio tempo, visto che nel 1989 era in deposito ad Arezzo LFI:

https://www.photorail.it/forum/index.php?action=gallery;sa=view;id=11232

Non so in che anno venne restituito alla FBN, la quale ovviamente non sapeva più che farsene. In servizio effettivo non rientrò mai, rimanendo sempre accantonato a Benevento, dove lo beccai di striscio. Pochi anni dopo venne portato alla stazione di Arpaia e lì demolito.

Torniamo al viaggio.... Saltai sul treno dopo aver ringraziato e arrivai fino a Cervinara, non senza aver prima incrociato a Tufara un treno con elettromotrice OMS, dove scesi di corsa dopo aver visto dal finestrino che esisteva ancora accantonato un complesso M+R di elettromotrici ex SIFT Piacenza-Bettola, penso l'ultimo rimasto. Feci foto al mio treno in stazione e poi al povero relitto.

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Mi incamminai sulle stradine secondarie in cerca di un punto in linea e trovai un raro scorcio abbastanza laterale. Appena arrivò un Firema ovviamente calò una nuvoletta sul sole.....

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Poi tornai in stazione perchè dopo pochi minuti sarebbe passata la Freccia del Molise, con la sua quadrupla di ALn 668.1800. Volevo che si vedesse la stazione, nonostante la luce fosse dalla parte sbagliata...... Ovviamente sarei potuto andare dall'altro lato, ma il solerte CS che vedete mi cazziò ancora prima di esprimere il pensiero......

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Appena fuori dalla stazione c'era uno scorcio agreste abbastanza carino e ci ricavai qualcosa, nonostante la luce quasi verticale:

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Rimasi vicino alla stazione perchè subito dopo sarei dovuto salire su un treno diretto verso Cancello, dal quale scesi a Santa Maria a Vico, dopo aver attraversato la tratta più bella e selvaggia della linea, fra Arpaia e Santa Maria. Qui mi incamminai sulle stradine del Rione Mobilia. La linea infatti - in direzione Benevento - compie un ampia curva a ferro di cavallo ma io non avevo esattamente la voglia di farmela tutta lungo il binario. Così seguì le varie strade che più o meno ricalcavano la geografia della ferrovia. Arrivai ad un PL appena finita la curva e da lì entrai nella sede della ferrovia e iniziai a seguirla fino ad un punto che avevo visto dal finestrino. Erano le 10 e il primo treno - che forse sarebbe stata la OMS - sarebbe stato solo alle 12.30. In due ore e mezzo buone avevo tutto il tempo per arrivare.

Questa parte è nota a tante persone, è raccontata in un articolo sul sito del 2006. Copia incollo e chi vuole passi pure oltre.....

Continuando a camminare arrivai in un punto a mezzacosta presso la frazioncina di Ruotoli. Qui mi trovai di fronte ad un portale di galleria. Era in rettilineo perchè si vedeva la luce dell'uscita ma era anche abbastanza lunga. Controllai ancora l'orario grafico e vidi un buco d'orario di circa un'ora, sufficiente a permettermi il passaggio in galleria per fotografare il treno successivo. L'alternativa era rinunciare alla foto e accontentarmi di uno scatto simile ai precedenti o aggirare la montagna attraverso parecchi chilometri di strade e sentieri. Scelsi la via breve, raccolsi un ramo da terra, sistemai l'orario ferroviario nella tasca della borsa fotografica e accavallai alla tracolla di questa la giacca mimetica che mi riscaldava nelle prime ore del giorno, quando ero già in giro a far foto. Iniziai ad entrare nel tunnel.

Era molto buio e la luce dell'uscita era in realtà solo un'illusione tanto era lontana: non filtrava nessun raggio di sole che mi permettesse di vedere all'interno e andai avanti camminando in mezzo al binario e strisciando il ramo lungo il muro laterale per cercare di tenermi sempre parallelo. Gli occhi erano sbarrati, come in cerca di un barlume luminoso che mi aiutasse a capire dove poggiavo i piedi. Sin dai primi metri notai - come uno stupido, aggiungo ora - che la galleria rispecchiava pienamente la filosofia di linea concessa construita in economia: non c'era nessuna nicchia di salvamento per gli eventuali operai che lavorassero all'interno. Ma non me ne curai. La galleria è lunga circa 450 metri, sembravano un'eternità, e probabilmente me ne mancavano 100/150 da percorrere. Ero abbastanza sollevato di avvicinarmi alla luce dell'uscita, buttai il ramo e in questo momento sentii un suono di tromba. Un brivido mi corse lungo la schiena, mille pensieri si affollarono in testa: era un camion? Mi ero sbagliato e non era una tromba? Che faccio? Ogni dubbio sparì quando un paio di fari apparvero lentamente da dietro al curva al di fuori della galleria. Un treno cantiere! Che faccio? Avanzava verso di me, non potevo certamente corrergli incontro sperando di uscire prima dalla galleria! Iniziai come un topo in gabbia a correre indietro sui miei passi, nel buio totale, in mezzo alle rotaie, inciampando sui sassi. Mi cadde la borsa della macchina fotografica e la raccolsi a tentoni mentre fissavo atterrito i fari di quel bestione diesel che si avvicinava lentamente. Anche a correre non ce l'avrei mai fatta! L'unica salvezza era ragionare. Mi appiattii lungo la parete, a gambe e braccia aperte, nel tentativo ridicolo di occupare meno spazio possibile. La locomotiva si avvicinava, con le bielle laterali della trasmissione che mi facevano più paura che tutto il resto, col rimbombare del motore nella galleria. Fortunamente il guidatore si era già accorto di me e forse era già abituato ad avere gente in mezzo alla via, magari pastori o contadini che usavano la ferrovia come scorciatoia. Così rallentò ancora di più e si avvicinò a me. Si sporse dal finestrino e urlò cercando di sovrastare il rumore del motore di non muovermi. Passò. Intuii dallo spostamento d'aria sulle mie gambe sudate il movimento delle bielle. Se ne andò.

Rimasi lì, alcuni minuti fermo, in silenzio, pensando a cosa avevo scampato. Ero ancora abbastanza vicino all'uscita. Tornai sui miei passi e mentre camminavo con la mano sentii di aver perso giacca e orario. Con la poca luce che arrivava dall'uscita guardai bene in mezzo al binario e recuperai tutto. Uscii. Aria aperta, respirai a pieni polmoni, cercando di calmarmi. Orario e giacca non si erano rovinati, nemmeno sporcati. Mi sistemai e appena fuori dalla galleria mi appostai su una collinetta presso un vecchio casello diroccato. Lì rimasi seduto per un'ora buona, meditanto su ciò che era successo, quando passò il treno che aspettavo


La foto sudata è questa:

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Scesi dalla linea in mezzo alle vigne e arrivai ad una strada e da qui con passo molto svelto impiegai 10 minuti per tornare indietro ad un PL, da dove mi guadagnai un punto in mezzo al bosco per il prossimo treno, che arrivò quasi subito

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Qualche centinaio di metri più indietro non riuscì ad organizzarmi uno scatto migliore per il ritorno della Freccia del Molise, la luce era alta e perpendicolare.....

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Altro treno dopo 20 minuti e altra inquadratura agreste, con gli orticelli coltivati e nascosti dagli alberi

[attachment=10]

Finalmente tirai il fiato. Tornai al primo PL e da lì scesi fra i vicoli della frazione, arrivando in stazione per le 14.00. Saltai su un treno diretto a Benevento. Ne discesi in stazione a San Martino Valle Caudina, vista nel viaggio di andata. Avevo un treno dietro di me per Benevento dopo solo un'ora....

[attachment=11]

Arrivai in stazione a Benevento FS verso le 16.30. Il meteo si era guastato e l'ultima foto di questa giornata all'insegna del rischio è senza sole. Ma vista la pesante composizione del treno, scattai lo stesso:

[attachment=12]

(continua)
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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #11 il: 31 Dicembre 2020, 15:00:46 »
Belle foto ed ancora più delizioso racconto...   :D

Dietro al Le.22 si vede il complesso binato elettromotrice + rimorchio - che da idiota non so per quale motivo non ho fotografato... - che ha una storia davvero complicata....

Nata come elettromotrice AEz nel 1932 per la STEFET poi ACIT Pisa-Tirrenia-Livorno, ha lavorato fino alla chiusura della linea nel 1960 insieme al rimorchio che le è abbinato, nei suoi colori bianco/rosso e telaio nero: https://www.photorail.it/forum/index.php?action=gallery;sa=view;id=11299

Quasi tutto il materiale ACIT finì comprato dalla SEPSA di Napoli, nel 1962. Le elettromotrici e i rimorchi vennero ricostruiti nella cassa e abbinate in modo semi-permanente ai loro rimorchi dalla officine SACFEM presso Arezzo, costituendo 3 complessi M+R. Sulla SEPSA questi treni fecero servizio dai primi anni 60 fino al 1978, quando vennero venduti alla FBN Benevento-Cancello, dove cambiò solo il colore e l'allestimento dei sedili.

https://www.photorail.it/forum/index.php?action=gallery;sa=view;id=13751

https://www.photorail.it/forum/index.php?action=gallery;sa=view;id=13223

Sulla FBN lavorarono dal 1979 alla fine del 1986, soppiantati dall'arrivo dei nuovi treni Firema. Visto che erano già poco utilizzati, a Febbraio del 1985 il binato Ep.202 + R.022 venne mandato a Genova, dove la ditta EAA lo equipaggiò sperimentalmente di un azionamento elettronico con tiristori e nuovo cassone per la dissipazione sul tetto. Così equipaggiato e con ancora la cassa originale, venne provato a Marzo 1985 sulla Alessandria-Genova via Ovada (!!!). Nel 1986/87 venne completamente ricostruita la cassa - se non sbaglio dalla Fervet - e il treno nel suo nuovo look venne ritornato alla FBN a Benevento nel Giugno 1987, compiendo il viaggio Genova-Benevento coi propri mezzi! Là arrivato e ormai rimasto l'unico della sua piccola serie (gli altri 2 binati erano già stati demoliti) venne provato sulla Benevento-Foggia e poi sulla FG. A Dicembre 1987 era a Firenze per prove e misurazioni elettriche. Queste prove si protrasseo per parecchio tempo, visto che nel 1989 era in deposito ad Arezzo LFI:

https://www.photorail.it/forum/index.php?action=gallery;sa=view;id=11232

Non so in che anno venne restituito alla FBN, la quale ovviamente non sapeva più che farsene. In servizio effettivo non rientrò mai, rimanendo sempre accantonato a Benevento, dove lo beccai di striscio. Pochi anni dopo venne portato alla stazione di Arpaia e lì demolito.

Proprio l'altro giorno stavo documentandomi su queste motrici. Quando erano sull'ACIT le carrozze erano carrozze normali non pilota e  ovviamente motrici non erano pilotabili da remoto, neppure in comando multiplo. Esse infatti, di costruzione nel 1931, erano col classico "comando diretto" TIBB, ovvero il noto "timone" che tramite rimandi muove un albero a camme che aziona il controller posto in cabina AT o nel sotto-cassa (come in questo caso). In sostanza la soluzione che siamo abituati a vedere sull'A2 FGC o sulla Reggio Emilia ATM per intenderci.

Quando andarono alla SEPSA, come hai giustamente raccontato, le motrici e rimorchiate subirono un rifacimento pesante dei frontali (che da dritti e squadrati in stile anni 20-30 diventarono obliqui anni '70) e soprattutto ogni motrice venne permanentemente accoppiata ad un rimorchio.

La cosa interessante è che una cabina della motrice venne eliminata e venne creata una cabina sul corrispondente rimorchio. Si poneva però a quel punto il problema non banale di telecomandare la motrice dalla vettura pilota.  Nel libro di ABC e Bedini poi scrivono una cosa che mi ha lasciato esterrefatto: "Un originale telecomando meccanico tra i due elementi accoppiati, ancora in opera, costituito da lunghi alberi con giunti cardanici, collega i combinatori meccanici dei banchi di manovra collocati nelle cabine di comando che ora esistono solamente alle estremità esterne di ciascuna composizione".
Ma davvero avevano fatto un tale accrocchio? E funzionava sul serio? Ci sono foto laterali da cui si vede?  :o :o :o

Interessante poi anche la vicenda del complesso trasformato in elettronico (salutando quindi combinatore manuale, timoni e relativo accrocchio di trasmissione) presso la EAA di Genova e poi ulteriormente ricostruito nella cassa... Chissà se ci sono foto della famosa corsa prova su rete FS sulla Ovada!!!


Citazione
Questa parte è nota a tante persone, è raccontata in un articolo sul sito del 2006. Copia incollo e chi vuole passi pure oltre.....

Fa sempre sorridere leggere o sentire questa tua avventura a lieto fine...  :D ;D
Una volta escluso l'impossibile ciò che rimane, per quanto improbabile, non può essere che la verità. S.H.

Offline Praz©

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #12 il: 31 Dicembre 2020, 15:44:43 »
Chissà se ci sono foto della famosa corsa prova su rete FS sulla Ovada!!!

C'è una foto piccola e mal stampata sul libro di Leone sulla FBN......
Stefano "Praz©" Paolini

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Offline Davide Vicenza

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #13 il: 31 Dicembre 2020, 17:10:19 »
Molto interessante anche questa seconda parte!

 :)

Ovviamente la parte "selvaggia", al netto del rischio, è quella più intrigante.
 

Offline OeBB Rh 1012

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #14 il: 31 Dicembre 2020, 20:43:41 »
L'aneddoto mi era sconosciuto...chi di noi non ha commesso qualche stupidata in carriera....ma questa fa venire proprio i brividi
Visita il mio spazio su Flickr: http://www.flickr.com/photos/daniele_sudati/

Offline Davide Vicenza

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #15 il: 31 Dicembre 2020, 23:16:48 »
Eh, ha rischiato davvero grosso quella volta...
 

Online Benny

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #16 il: 01 Gennaio 2021, 01:45:56 »
Porco mondo, è andata male...  ;D :D ;D

Ciao  ;)
L'alcool è nemico dell'uomo. Chi fugge davanti al nemico è un codardo!

Offline Silvia

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #17 il: 01 Gennaio 2021, 10:31:13 »
Usti quanta roba! Il regalo di capodanno! Giro epico, foto spettacolari, un sacco di cose irripetibili...

Offline MassimoR

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #18 il: 01 Gennaio 2021, 12:35:15 »
Spettacolo FBN e 668 varie  :P

Online GiorgioStagni

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #19 il: 01 Gennaio 2021, 17:30:55 »
Tantissima ottima roba, complimenti. Sia quelle in posti più "celebrati" (Sangritana e Sulmona-Carpinone) sia quelle su linee assai meno esplorate, in primis la Benevento-Cancello.
Affascinanti i resti piacentini, anche se accantonati, e l'atmosfera così boschiva di S.Maria a Vico e Rosciano.
Bellissima la quadrupla a Carpinone nella luce della sera.

L'azzurro di qualche 668 soffre un po' della luce di maggio: io ad esempio sistemando questa http://www.stagniweb.it/foto6.asp?File=sulmona&righe=1&inizio=25&InizioI=1&RigheI=50&Col=5 ero stato decisamente più sul chiaro (non so se è la stessa scansione di partenza, me l'avevi girata nel 2012).

Offline Praz©

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #20 il: 01 Gennaio 2021, 18:17:05 »
Prima dell'alba di Martedì 9 sono già in stazione a Benevento. Fermo sul primo trovo il materiale dell' IC Sannio per Roma, che partiva poco dopo le 6.00. Non ho certo il digitale, ma con calma e trattenendo il respiro uno scatto riesco a farglielo....

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Il mio treno parte alle 5.40 ed è l'unico modo che ho per arrivare in qualche stazione della sfigatissima Benevento-Campobasso prima del primo treno. Salgo sulla mia coppia di 668.1800 e arrivo fino a Fragneto Monforte, dopo aver viaggiato in mezzo alle colline che si accendevano di rosso del sole appena spuntato, fra decine di curve e controcurve a ferro di cavallo. Una tratta spettacolare che avrei voluto percorrere ancora ma che in realtà non feci mai più dopo questa giornata, a causa dei pochissimi treni e della successiva chiusura. La prima volta che rimisi piedi da questa parti fu con il fotografico col D.343, 17 anni dopo..... La prima stazione che dalle mappe DeAgostini sembrava in luce giusta era appunto Fragneto e lì scesi. Ma quando arrivò l'ora del treno da fotografare le ombre erano ancora lunghissimi e non cavai nulla di decente, solo una foto documento a dimostrazione del fatto che nonostante tutto anche questi treni erano parecchio usati

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Rimasi sulle due ALn fino a Pietrelcina. In stazione altro scatto sfigato per le ombre, ma non potevo fare meglio: appena sceso con la reflex al collo, il CS mi squadrò subito e mi tenne d'occhio....

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Attesi che partisse il treno, erano le 7.20, e che il capostazione rientrasse in ufficio per sgattaiolare verso gli scambi e iniziare il mio cammino sulla linea. Volevo in qualche modo fotografare quegli spettacolari curvoni e le colline dei dintorni, ma non potevo certo spararmi i 15 kilometri che la linea faceva da Benevento a qua! Mi feci lungo il binario 1,5km e arrivai ad un curvone. Ma il primo treno mi sorprese mentre cercavo un modo per inquadrare, così a questa doppia di 668 feci uno scatto abbastanza del cavolo.... Prossimo treno solo alle 9.00. Cercai quindi il modo per fare una foto come volevo io e trovata una posizione degna, attesi sotto il sole già caldo. Altra coppia di 1800, alla quale sparai 3 scatti sul curvone preso dall'alto:

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Verso le 9.30 ero arrivato quasi ad un PL, 2,5 km dalla stazione. Altro appostamento e altro doppio scatto ad una ALn 663 isolata:

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Ora su questa splendida linea dimenticata dal mondo calò il silenzio. Erano le 10.00, prossimo treno quasi alle 14.00!!! Tornai mesto mesto in stazione, dove fotografai una 234 FS passata ad  un'impresa lavori e dove rimasi per ore a fare una beata fava. Dormii come mio solito all'ombra della sala d'aspetto, inutile cercare un bar o simili qui intorno: la stazione di Pietrelcina è a milioni di kilometri dal paese.... Alle 13.00 decisi di muovermi. Non potevo fare molta strada perchè 30 minuti dopo questo treno sarei dovuto essere in stazione per un altro convoglio sul quale volevo salire. Poco prima delle 14.00 arrivò una 668.1800 isolata, che inquadrai col segnale ad ala ancora funzionante, ovviamente.

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Rapidamente guadagnai la via della stazione e scattai anche al treno sul quale dovevo salire, nonostante la luce schifosa e cannata: i treni oggi erano così pochi che iniziavo ad avere astinenza.....

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Scesi a Pontelandolfo, finalmente una stazione col fabbricato in favore di sole. Peccato che il binario utilizzato fosse quello più sfigato..... Foto di rito al mio treno:

[attachment=10]

Feci questo viaggetto solo per vedere un altro pezzo di linea. Andare oltre questa località avrebbe significato restare a piedi fino al giorno dopo: il treno successivo (che incrociava questo a Morcone) era l'ultimo della giornata, in ogni direzione. Dopo di lui solo qualche corsa di bus, dalle fermate non sempre vicine alla ferrovia..... Purtroppo non avevo grandi possibilità se non l'ennesimo scatto in stazione.... Inquadrai però un vecchissimo fabbricato di magazzino. Potrei anche giurare di aver visto foto molto antiche con stazioni nelle quali questo era il vero e proprio fabbricato viaggiatori.....

[attachment=11]

Arrivai a Benevento poco prima delle 16.00. Subito scattai a mezzi che la mattina non c'erano: un paio di 636 arrivate con qualche merci e un locale con 636 e carrozze. Quest'ultimo mi esaltò e mi dissi che sarebbe stato una figata farlo in linea verso Foggia. Controllai subito in orario.... partenza ore 21.00.  :-X :-X :-X

[attachment=12]

[attachment=13]

La luce era splendida, che avrei potuto fare? Provai la fortuna e con una incredibile faccia di tolla misi piede in deposito. Non chiesi nulla a nessuno, mi mossi con cautela e senza dare troppo nell'occhio. Portai a casa una decina di foto. L'atmosfera era bellissima: c'era nell'aria quell'odore di grasso e gasolio che mi ricordava tanto il deposito di Pavia pieno di 773.... C'era anche un'intrusa! La ALn 668 I.13 dell'Alifana ridotta ad un rottame. E' la 668 che deragliò in stazione a Frattamaggiore (NA) nel 1991, col bilancio di 1 morto e parecchi feriti. Sono 5 anni che è qui ad arrugginire, ma non ne conosco il motivo....

[attachment=14]

[attachment=15]

[attachment=16]

[attachment=17]

Chiudo la giornata abbastanza presto: sono sfatto dal caldo e dalle camminate. Mi concedo solo un'ultima foto ad un treno FBN con una Stanga, presa in verticale perchè già si vedeva la luna:

[attachment=18]

Notte ancora a Benevento.

(continua)
« Ultima modifica: 01 Gennaio 2021, 18:21:41 da Praz© »
Stefano "Praz©" Paolini

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Online ale883

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #21 il: 01 Gennaio 2021, 19:28:34 »
a parte la storia della galleria questo tuo giro non me lo ricordavo proprio, idem per le foto che strano, boh meglio così visto che i soggetti sono tutt'altro che comuni

Offline ferpas

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #22 il: 01 Gennaio 2021, 22:32:22 »
Non ho parole è tutto stupendo mi piace tutto ovviamente sono foto delle mie zone quindi sono per me fantastiche e mi fanno pensare sempre a quanto sono stato stupido a non cominciare a fotografare treni anni fa
« Ultima modifica: 02 Gennaio 2021, 14:25:13 da ferpas »

Offline Davide Vicenza

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #23 il: 01 Gennaio 2021, 22:46:36 »
Bellissima la sequenza delle 668 sulla Bn-Cb!!!

 :P
 

Online Emiliano

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #24 il: 02 Gennaio 2021, 10:47:24 »
Anche questa parte è molto bella! Finalmente si vedono un po' di foto della Benevento - Campobasso!
Non immaginavo che in deposito a Benevento ci fossero tutti quei rotabili....
Saluti,
ME
...Mi piace star a guardare stì treni perché non sono mai uguali, alcuni hanno anche un nome. Te ne stai lì tranquillo, al bar a guardare … e tzac! Tutun tutun tutun…
- cos’era?
- la Freccia delle Dolomiti
- Madosca! Un brivido. Guarda, solo il nome rendeva già l’idea...

Online fferrab

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #25 il: 02 Gennaio 2021, 11:39:10 »
Foto ovviamente molto belle, di un tempo che sembra ormai lontanissimo.
La storia della galleria, per quante volte l'ho letta, è ormai entrata nel novero della leggenda che racconteranno gli apatras anziani  ;D ;D ;D
http://www.flickr.com/photos/fferrab/
Foto su DSO

Offline alex

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #26 il: 02 Gennaio 2021, 16:32:42 »
che spettacolo Praz
destasi alessandro

Offline Praz©

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #27 il: 02 Gennaio 2021, 17:06:16 »
Alle 6.30 del 10 Maggio sono in stazione, alle 7 e qualcosa parte il mio treno per Avellino. Sempre col naso incollato al finestrino, cerco di carpire punti foto e stazioni carine per qualche sosta. Ma rimango deluso: la linea per Avellino è un vero bosco, un taglio nella verde Irpinia, e le stazioni sono tutte deprimenti perchè ridotte a brutti prefabbricati, dopo il terremoto del 1980. Non se ne salva manco una. Quando arriviamo a Prata di Principato Ultra (complimenti per il nome!) scendo al volo perchè qui almeno il MM originale è in piedi ma soprattutto come sfondo c'è lo splendido paesino arroccato su una collina. Così aspetto il primo treno buono con un po' di luce, che nonostante tutto è ancora troppo bassa e mal girata.... E vabbè, ormai sono qui:

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Salgo sul prossimo treno utile e tiro dritto ad Avellino. Qui vengo colto di sorpresa perchè fermo sul primo binario c'è un merci da paura in sosta!!! A Benevento non lo vidi partire, deve essere qua da almeno 40' .... Guadagno in fretta la via del sottopasso e cerco di arrivare in un punto dove riprenderlo bene, approfittando dello stesso treno che mi nasconde alla vista di DM e ferrovieri vari. Scatto foto del treno in sosta, ma quando si infila lontano nello scalo non è che possa concludere molto.....

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Mentre sono semi-nascosto, scatto alle 663 già fatte a Prata che - arrivate ad Avellino - sono rimaste in sosta per diversi minuti per poi proseguire verso Mercato e Salerno

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Una ventina di minuti dopo entra in stazione una 1800 isolata da Lioni

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Su un binario tronco presso quello che sembra il rudere di una rimessa sosta un'altra 1800. Il meteo è un po' velato.....

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Verso le 10.00 il merci ha terminato di manovrare ed è già pronto per tornare a Benevento, con un solo carro E dietro:

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Non ho modo di muovermi da qui: fino alle 12.30 arriveranno 3 treni, ma non ne partirà nessuno. Così attendo gli arrivi e scatto qua e là.

[ Attachment: You are not allowed to view attachments ]

[attachment=10]

Ma a sorpresa intorno a mezzogiorno arriva un secondo merci!!! E' una delle due macchine della mattina, con un treno di pianali carichi di vergella

[attachment=11]

Solite manovre irraggiungibili.... Motivo per cui mollo il colpo e salto su un regionale per Mercato San Severino che lascia Avellino per le 13.00. Sono curioso di vedere se questa tratta è migliore della precedente. Ma anche qua è una desolazione di stazioni prefabbricate e di vegetazione rigogliosa e persistente. Arrivo dritto fino a Mercato, in tempo per fare una foto ad un incrocio di 668. Luce ko e stazione piena di ferrovieri....

[attachment=12]

Dopo mezz'ora arriva un treno da Salerno, che prendo e dal quale scendo al volo per fare una foto striminzita a Solofra, dove il FV sembra il piano terra della vecchia stazione, recuperato e riadattato.

[attachment=13]

Altri 30/35 minuti e sono di nuovo su un ennesimo treno diretto ad Avellino, dal quale scendo ad Altavilla Irpina: appena fuori la stazione c'è un bel ponte ad archi e voglio provare a inquadrarlo. La foto non è molto facile, servirebbe più grandangolo.... Ma cavo comunque un buono scatto

[attachment=14]

In soli 10 minuti ho già un altro treno su cui salire, diretto nuovamente verso Avellino. Ne scendo appena dopo, a Tufo. Aspetto nella fermatina il primo regionale, una doppia di 1800, che inquadro in verticale con lo sfondo del tunnel. Poi il treno successivo, dopo una ventina di minuti, lo catechizzo in piedi ad un muretto, con lo splendido sfondo di una fabbrica abbandonata. Ho letto fosse una distilleria.

[attachment=15]

E' l'ultima foto della giornata. Il primo treno buono per tornare in albergo ad Avellino sarà solo alle 18.30, ad un'ora dall'ultimo scatto.

(continua)
« Ultima modifica: 02 Gennaio 2021, 17:37:05 da Praz© »
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Online mauryluis

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #28 il: 02 Gennaio 2021, 17:14:21 »
Complimenti, un giro fantastico, in treno poi :) :)

Luigi.
luigi Iorio- potete trovare le mie foto anche su: http://www.flickr.com/photos/iorioluigi

Offline ferpas

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Re:Tre settimane nel Centro Sud - 1995
« Risposta #29 il: 02 Gennaio 2021, 17:17:04 »
E che altra fantastica carrellata di foto rinnovo i complimenti purtroppo oggi la stazione di Avellino è una desolazione completa a Tufo quel rudere dovrebbe essere la vecchia fabbrica per l'estrazione dello zolfo oggi quasi coperta dalla vegetazione
« Ultima modifica: 02 Gennaio 2021, 17:23:40 da ferpas »