Autore Topic: I locomotori diesel più vecchi d'Italia  (Letto 990 volte)

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Offline Praz©

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I locomotori diesel più vecchi d'Italia
« il: 17 Agosto 2021, 21:10:54 »
La maggior parte degli apatras italiani ha come metro di riferimento il mondo FS, per cui le loco diesel italiane sono quelle unificate dalla 343 alla 445, sulle quali tengono il conto degli anni che passano e fanno i paragoni con ogni mezzo diesel che arriva nuovo di pacca per potenza e pesi assiali.

A tutti questi apatras mi piace oggi ricordare che esiste tutto un altro mondo ferroviario nella penisola, fatto di ferrovie private o regionali e fatto di altri scartamenti. Ovviamente per colori i quali un treno serio non ha due respingenti questo discorso non può valere.....  :-* :-* :-*

Le locomotive diesel da treno più vecchie in Italia non sono FS.
Le locomotive diesel da treno più vecchie d'Italia non sono a scartamento normale.
Ma sono in servizio tutti i giorni, non fanno solo speciali su linee turistiche.
Ininterrottamente dal 1959: sono la bellezza di SESSANTADUE anni!!!!
E le locomotive diesel da treno più vecchie d'Italia non sono nemmeno 2 o 3 ma sono 20! (O meglio, sono rimaste in 12, di cui 9/10 atte...)

Sto parlando delle LDe sarde, le regine incontrastate del 950mm isolano!

Per tutto il pippone storico-tecnico, copio incollo quanto è scritto più o meno decentemente su Wiki, che cita buone fonti (libro di Altara e di Corda), faccio solo qualche correzione:

I locomotori LDe sono dei locomotori a scartamento ridotto e motore Diesel costruiti per alcune concessionarie della rete secondaria sarda negli anni cinquanta, oggi impiegati dall'ARST. Il nome di questi rotabili è la sigla di Locomotiva Diesel elettrica, in quanto si tratta di mezzi in cui la propulsione è garantita da carrelli elettrici alimentati dalla corrente prodotta da motori termici. Questi mezzi sono l'unico tipo di locomotiva attualmente utilizzato dall'ARST per i propri convogli composti da materiale ordinario.

Nel 1952 fu varato un piano di modernizzazione della rete secondaria sarda, che oltre a interventi su molte linee, prevedeva la conversione alla trazione diesel delle stesse. Fu così progettata una serie di locomotori a propulsione diesel-elettrica, da destinare alle linee FCS e SFS per i loro convogli passeggeri e merci (le FMS continuarono invece a utilizzare la trazione a vapore per i loro treni merci, mentre quelli passeggeri furono effettuati esclusivamente con materiale leggero). Fu così che i Locomotori Diesel Elettrici sardi, caratterizzati dalla cabina centrale situata tra i due motori, entrarono in produzione nel 1959 negli stabilimenti del Tecnomasio Italiano Brown Boveri, con l'apporto della Breda per i motori e altre parti meccaniche. L'entrata in servizio dei primi esemplari avvenne nello stesso anno. Complessivamente furono costruiti 20 esemplari, di cui 15 per le FCS (LDe 600–612, 614, 616) e 5 per le SFS (LDe 500–504). All'interno delle Complementari, che si erano strutturate ufficialmente in compartimenti sempre nel 1959, la suddivisione originaria fu di 8 mezzi per il compartimento di Cagliari e 7 per quello di Macomer . La livrea in origine era bruna con fascia rossa per tutti i locomotori. Le unità 6xx per FCS erano equipaggiate di freno continuo, le 5xx per SFS di freno a vuoto.

Nel corso degli anni questi mezzi sostituirono progressivamente, sino a soppiantarle completamente, le vecchie locomotive a vapore, sia al traino di convogli merci che di treni passeggeri o misti. All'inizio degli anni ottanta tutti i motori degli LDe sono stati sostituiti con nuove unità Breda-Isotta Fraschini che hanno portato la potenza per rotabile da 470 a 514 kW (in pratica 2/3 di un D.345 FS, più di un D.143 o di un D.141!). Entro il 1982, le FCS hanno sostituito la livrea dei loro mezzi, differenziandola per compartimento: gli LDe delle linee di Macomer sono passati a una livrea azzurrina con fascia blu, sullo stesso schema della precedente, mentre quelli facenti capo al compartimento di Cagliari-Monserrato hanno adottato una colorazione con gli stessi colori dove il blu scende a coprire tutta la parte inferiore della cassa, con i frontali che riprendono il motivo a v della fascia. I locomotori di Sassari invece sin dalla metà degli anni '70 ebbero una tinta scura verde a sostituire il marrone. Altra piccola modifica si ebbe con la fusione delle FCS con le SFS, che diede origine nel 1989 alle Ferrovie della Sardegna (dal 2008 ARST Gestione FdS): dalle fiancate dei locomotori sparirono le lettere metalliche con gli acronimi delle concessionarie ferroviarie, per lasciare posto al logo delle FdS. Nel corso degli anni infine dai mezzi ex SFS sono sparite le fasce rosse sulle fiancate, rimanendo solo alle due estremità della locomotiva. Nel 2010, con l'inglobamento dell'ARST Gestione FdS nell'ARST, a quest'ultima azienda è passata la gestione di questi e degli altri rotabili ex FdS.

I locomotori LDe furono realizzati dal Tecnomasio Italiano Brown Boveri per quel che concerne la cassa e l'impiantistica, mentre il motore e alcune parti meccaniche sono di fabbricazione Breda Isotta Fraschini. Lo schema di rodiggio adottato fu il Bo'-Bo'. Dal punto di vista estetico e della cassa questi locomotori si caratterizzano per l'unica cabina centrale, da cui è possibile comandare il mezzo in entrambi i sensi di marcia. La cabina è posta tra i due propulsori diesel. Nel corso degli anni '90 gli stretti finestrini laterali della cabina e la porta centrale sono stati sostituiti - ma non su tutte le unità - da un unico grande finestrino Klein per alloggiare il quale è stata spostata la porta verso un angolo della cabina stessa.

Sopra il tetto della cabina di guida confluiscono gli scarichi dei motori diesel. Originariamente ciascuno dei locomotori LDe fu spinto da 2 unità sovralimentate Breda D 26 F 6 V a 6 cilindri, capaci di sviluppare in accoppiamento alle generatrici una potenza di 235 kW cadauno, complessivamente quindi 470 kW per locomotore. La sovralimentazione veniva garantita da una turbosoffiante BBC VT 160 alimentata a gas di scarico. Tutte le unità furono sostituite in seguito dagli attuali Breda-Isotta Fraschini ID 36 S 6 V da 257 kW, sempre a 6 cilindri sovralimentati, che portarono la potenza a 514 kW per rotabile. Il rapporto di trasmissione adottato è di 1:5,87, e la velocità massima per cui gli LDe sono omologati è di 70 km/h. Sulla parte superiore di ognuno dei cofani motore è inoltre presente una ventola di raffreddamento per il relativo gruppo motore-generatore.

Il sistema di trasmissione è elettrico: ad ogni motore diesel è accoppiata una generatrice GCe506 della Brown Boveri[3], che trasmette poi la corrente ai motori elettrici presenti sui carrelli: questo sistema oltre a permettere di usufruire della maggiore elasticità di utilizzo tipica della trazione elettrica, garantisce in caso di necessità la marcia con un solo motore termico, asperità del tracciato e massa rimorchiata permettendo. I carrelli sono di provata tipologia, costruiti secondo il modello standard OMS-TIBB già utilizzato sotto le elettromotrici di mezze private italiane (MM1 ATM, FAA, FCU, LFI, STEFER Roma-Lido) ma anche sotto le stesse decine di automotrici ADe che arrivarono pochi anni dopo su tutta la rete ridotta sarda.

Il sistema di frenata è l'unico particolare che differenzia la fornitura ex SFS e quella ex FCS: i mezzi impiegati nel sassarese adottano la frenatura a vuoto, mentre la serie 600 utilizza il sistema ad aria compressa Westinghouse. Presenti su entrambi i musi del rotabile 3 fari, disposti a triangolo, oltre che i connettori per le vetture e i carri. Come tutti i rotabili delle ferrovie a scartamento ridotto sarde, il respingente è unico e posto in posizione centrale, per agevolare la percorrenza nelle curve più strette. Per quel che riguarda i convogli passeggeri, questi rotabili attualmente vengono accoppiati a delle carrozze V2D revampizzate, acquisite dalla Circumvesuviana dalle allora FCS negli anni settanta, mentre nelle linee sassaresi gli LDe trainano delle vetture Breda, anch'esse sottoposte ad aggiornamenti rispetto alla configurazione originale. Gli LDe inoltre vengono spesso utilizzati per i convogli turistici del Trenino Verde, venendo talvolta accoppiati anche a carrozze d'epoca Bauchiero. A questo scopo attualmente 2 LDe sono stati ricolorati nel colore originale bruno con fascia rossa (1 a Macomer, 1 a Cagliari).

Secondo gli ultimi elenchi ufficiali ARST le LDe attualmente censite nel parco rotabili sono le seguenti:

DL di Macomer: 2 unità atte

LDe 601 (in colore bruno/rosso), 602 (accantonato), 611

DL di Cagliari: 4 unità atte + 1 in riparazione

LDe 603 (in colore bruno/rosso dal 2017) ex Macomer, 604 (in riparazione differita), 605 (ex Macomer), 606 (non funzionante, usato solo per prove ponti), 607 (ex Macomer), 609 (ex Macomer), 616

DL di Sassari: 4 unità atte (?)

LDe 500, 501 (da poco tornato atto dopo anni di accantonamento), 502, 503

Mancano all'appello gli LDe 600 (demolito a metà anni '80), 610 (formalmente alienato nel 1985 ma ancora esistente nel 1996, demolito nel 2019), 608, 612 e 614 (demoliti nel 2019) e LDe 504 accantonato in pessimo stato fuori Sassari (forse già demolito)

Dopo il doveroso pippone storico, voglio tributare a queste bellissime, rumorosissime (ricordo di aver viaggiato in cabina urlando col PdM per farmi capire come ricordo di aver visto usare dal PdM cuffie a riparo delle orecchie!), fumosissime locomotive ultrasessantenni una decina di miei scatti che mi pare di non aver ancora condiviso sul sito o in altri topic del forum.

Inizio da nord, quindi con gli LDe 500 sassaresi:

Manovra di inversione loco su un treno in orario studenti al capolinea della breve antenna di Sorso. Dopo aver riportato centinaia di ragazzi a casa dalle scuole cittadine, il treno vuoto attende la manovra e una spaesata signora attende un cenno dal capotreno per salire

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Lo stesso treno qualche giorno dopo, in una delle strette curve che sarebbero di lì a qualche anno state rettificate

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Scenario boscoso per il "mio" treno fotografico Palau-Tempio

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Scendendo a Macomer:

Uggiosa mattina e studenti in attesa dell'ordinario diretto a Macomer

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Merci quasi giornaliero, con carro su carrellini Langbein, da Nuoro a Macomer FS

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Precedenza a Tirso!!! Stazione nel nulla che prende il nome da un fiume. Eppure era la diramazione per la defuntissima linea per Chilivani da cui l'ampio piazzale. Il merci arrivato da Nuoro si ferma sul secondo, mentre sul primo arriva l'ordinario sempre per Macomer. Ovviamente questo partirà per primo e io attendo il merci....

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Arriviamo a Cagliari!

Cadavere del 610, alienato nel 1985 ma ancora esistente 11 anni dopo, ancora con i colori originali

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Vero bianconero in stazione di Lanusei: il merci da precedenza al locale ordinario per Arbatax

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Due scatti del merci fotografico che organizzai io e al quale parteciparono....2 persone!

[attachment=10]

[attachment=11]

La sera al capolinea, manovra della loco per il passeggeri del giorno dopo

[attachment=12]

Sul sito e nel forum potrete trovare un sacco di altre foto. La più fornita galleria è la pagina francobollata del Rohrer, qui: https://www.hrohrer.ch/railways/htm/lde.htm

Chiudo con una curiosità: tutti quelli che erano in Sardegna per il fotografico più piovoso del secolo nel 2016 e che fotografarono l'ordinario con l'LDe.603, leggendo avranno capito che adesso quel locomotore è vestito di bruno e rosso: tenetevi strette le foto.  ;)
« Ultima modifica: 18 Agosto 2021, 07:41:13 da Praz© »
Stefano "Praz©" Paolini

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Offline Corrado

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Re:I locomotori diesel più vecchi d'Italia
« Risposta #1 il: 17 Agosto 2021, 21:42:41 »
Bellissima panoramica sui locomotori sardi.
Segnalo che sono tuttora in servizio, sebbene solo per manovre nei piazzali, i due Greco-Deutz ex ACT 260.01 e 02 del 1957. Regolarmente iscritti al RIN.
 

Online Peppe91

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Re:I locomotori diesel più vecchi d'Italia
« Risposta #2 il: 17 Agosto 2021, 21:57:07 »
Tutto davvero bello e interessante.  All'inizio pensavo che parlassi del locomotore diesel-elettrico provato sulla rete FCL.  :-[
Se non ricordo male, le ADm hanno i carrelli diversi (simili a quello delle RAL.60)

Offline Praz©

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Re:I locomotori diesel più vecchi d'Italia
« Risposta #3 il: 17 Agosto 2021, 22:15:28 »
Se non ricordo male, le ADm hanno i carrelli diversi (simili a quello delle RAL.60)

Vero, ho corretto.
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Online giulio

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Re:I locomotori diesel più vecchi d'Italia
« Risposta #4 il: 17 Agosto 2021, 22:19:24 »
Davvero interessante grazie!

Online Peppe91

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Re:I locomotori diesel più vecchi d'Italia
« Risposta #5 il: 17 Agosto 2021, 22:21:25 »
Dimenticavo, foto stupende! La penultima poi sembra quasi un fotomontaggio con il binario in basso a sinistra.

Offline Davide Vicenza

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Re:I locomotori diesel più vecchi d'Italia
« Risposta #6 il: 17 Agosto 2021, 23:12:37 »
Segnalo che sono tuttora in servizio, sebbene solo per manovre nei piazzali, i due Greco-Deutz ex ACT 260.01 e 02 del 1957. Regolarmente iscritti al RIN.

Ecco, ricordavo anch'io i due cazzilli ACT.

 ;)

Ottimo reportage sulle LDe sarde, che fanno ancora la loro porca figura.
La foto in b/n potremmo retrodatarla, anche per via della mitica Ford Escort mark II (con regolamentare portapacchi) parcheggiata vicino alla stazione!

 8) ;)
 

Offline Praz©

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Re:I locomotori diesel più vecchi d'Italia
« Risposta #7 il: 17 Agosto 2021, 23:16:09 »
Segnalo che sono tuttora in servizio, sebbene solo per manovre nei piazzali, i due Greco-Deutz ex ACT 260.01 e 02 del 1957. Regolarmente iscritti al RIN.

Ecco, ricordavo anch'io i due cazzilli ACT.

Li ricordo anche io e ricordo diverse decine di loco cantiere ex Germania che hanno la stessa età o più vecchie. Ma manovra o treni cantiere non sono esattamente servizio regolare di linea.
Stefano "Praz©" Paolini

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Offline Davide Vicenza

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Re:I locomotori diesel più vecchi d'Italia
« Risposta #8 il: 18 Agosto 2021, 00:18:24 »
E vabè, stai a guardà er capello...

 :'( 8) ;D
 

Offline Smat21

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Re:I locomotori diesel più vecchi d'Italia
« Risposta #9 il: 18 Agosto 2021, 08:12:36 »
Molto interessante e bellissime foto.

Una domanda: a cosa servivano quei carri tra il merci ed il bagagliaio? Come scudo o trasportavano materiale di servizio?

Offline Praz©

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Re:I locomotori diesel più vecchi d'Italia
« Risposta #10 il: 18 Agosto 2021, 09:32:48 »
Zavorra: cassoni pieni di acqua (mi pare). Penso servissero ad equilibrare il peso per la percentuale di frenatura.
Stefano "Praz©" Paolini

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Offline Smat21

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Re:I locomotori diesel più vecchi d'Italia
« Risposta #11 il: 18 Agosto 2021, 16:11:16 »
Grazie, l'immaginavo: mi pare di averne visto uno in una tua foto sul sito.

Dalle due foto sembra che servisse un carro zavorra ogni carro merci (immagino stesso cliente). E la vettura in coda era per il collettame?

Offline Marius

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Re:I locomotori diesel più vecchi d'Italia
« Risposta #12 il: 18 Agosto 2021, 17:22:42 »
Report emozionante  :o... Tutte foto superlative. Che malinconia Tirso per com'é ridotta adesso!  :-\
Grazie Stefano

Online marco felisa

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Re:I locomotori diesel più vecchi d'Italia
« Risposta #13 il: 18 Agosto 2021, 23:00:19 »
Hai scritto una monografia!

Un bell'articolo, davvero, dedicato a questi mezzi umili, preziosi e longevi.

Io sono tra gli appatras che fanno il tifo per i d445, ma comunque ho letto in queste righe cose che non sapevo o meglio, che non avevo mai fissato, come il progetto unico o quasi, la potenza mica male, la versatilità di queste macchine e il lungo e stressate servizio, con basse velocità ammesse, curve, controcurve, rampe e temperature inclementi.

Online Silvia

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Re:I locomotori diesel più vecchi d'Italia
« Risposta #14 il: 19 Agosto 2021, 09:46:53 »
Articolo davvero interessante! (e foto sempre spettacolari)

Online GiorgioStagni

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Re:I locomotori diesel più vecchi d'Italia
« Risposta #15 il: 19 Agosto 2021, 13:46:31 »
La penultima poi sembra quasi un fotomontaggio con il binario in basso a sinistra.

L'ho pensato anch'io! Come le cartoline della Stresa-Mottarone in cui incollavano le isole di sfondo ;D

Foto tutte splendide. Stupenda la manovra al porto. Spettacolare e anche molto didattica la vista laterale con il carro a scartamento ordinario.

Citazione
il lungo e stressate servizio, con basse velocità ammesse, curve, controcurve, rampe e temperature inclementi.

Mi ha colpito anche questa giusta osservazione, perché, sebbene OT, mi ha fatto pensare a fior di dirigenti attuali che dichiarano che "i condizionatori delle carrozze si guastano perché fa troppo caldo". Ormai si è perso il senso delle cose che funzionano semplicemente perché è ovvio che debbano funzionare. Fa piacere tornare a mezzi ormai vintage ma che funzionano e basta.

Offline belzebou

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Re:I locomotori diesel più vecchi d'Italia
« Risposta #16 il: 20 Agosto 2021, 22:04:13 »
Ottimo topic. Io sono sconvolto dai treni merci con carri a SO.
Allora, visto che ci piacciono le LDe metto una foto ahimé non ripetibile: i treni a materiale ORDINARIO sulla Sassari-Sorso.
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Foto pure qui www.flickr.com/photos/tradotta
E anche qui (previa accettazione dell'amicizia) www.facebook.com/profile.php?id=100010223203559

Offline Davide Vicenza

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Re:I locomotori diesel più vecchi d'Italia
« Risposta #17 il: 20 Agosto 2021, 22:27:31 »
Spettacolo Frà!

 :P