Autore Topic: Campania e Sicilia nel 2000  (Letto 3095 volte)

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Offline fferrab

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #30 il: 03 Aprile 2020, 12:04:42 »
Se penso che ormai non c'è più nulla di tutto ciò... :-\ :-\

I bifilari ci sono ancora. Non girano più filobus?

Come suburbana ANM è rimasta solo la 254 fino a Portici, la linea per Ercolano e Torre del Greco è morta e sepolta. Se guardi streetview non ci sono più bifilari attraverso la Reggia, riprendono pochi metri dopo il fornice e poi continuano fino a Torre del Greco. Non ricordo bene i passaggi, forse ci sono state questioni di sensi unici o non so che altro ma comunque hanno chiuso tutto da anni.
http://www.flickr.com/photos/fferrab/
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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #31 il: 03 Aprile 2020, 12:05:40 »
Molto bello anche questo secondo pezzo di racconto sulla circum.

Però il viadottone di Seiano non ne hai fatte?
Una volta escluso l'impossibile ciò che rimane, per quanto improbabile, non può essere che la verità. S.H.

Online Praz©

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #32 il: 03 Aprile 2020, 12:17:01 »
Però il viadottone di Seiano non ne hai fatte?

Che foto avrei dovuto fare? Il treno è completamente ingabbiato da alti pannelli metallici a rete, l'unica sarebbe salire sul versante sud ovest della montagna. Mi ci vedi a farlo con la mia ragazza?  ::)
Stefano "Praz©" Paolini

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #33 il: 03 Aprile 2020, 12:28:52 »
Ricordavo appunto delle foto panoramiche di Rohrer. Ma l'anno scorso quando sono stato da quelle parti per turismo me ne sono guardato bene dal valutare la fattibilità della cosa visto lo stato di TUTTI i mezzi in circolazione.
Una volta escluso l'impossibile ciò che rimane, per quanto improbabile, non può essere che la verità. S.H.

Offline robbi663

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #34 il: 03 Aprile 2020, 13:59:21 »
Sì, in effetti da noi nel 2000/2001, con l'arrivo dell'XMPR, si cominciava a vedere la luce in fondo al tunnel. Il biennio peggiore è stato il 1998-99. A Roma era cominciato prima, già intorno al 1996.
Al sud probabilmente alcuni mezzi sono stati risparmiati (tipo le 668 NCG), mentre forse sulla Circumvesuviana i graffiti sono arrivati più tardi, perché mi pare che per tutti i primi anni 2000 sia stata un'ecatombe. E difatti ho in mente ben poche foto di quegli ETR.

Geografia dei bastardi.

1992 deposito Treviso e quindi tutte le linee servite
1993 Roma-Ostia
1994 FNM e dintorni di Bologna
1995 Roma con troppe Fanta strafatte e linee dei Castelli ko

Da queste parti la Alifana era già abbastanza un disastro. Io ho visto solo quelle due 773, non ho fatto altro (avevo già dato prima, per fortuna) e vi devo confessare che la 773 ex FS aveva uno sgorbio sul muso. Posso pensare che il resto fosse messo peggio. Tanti treni della metro FS napoletana erano strafatti. Anche in SFSM c'erano i primi cedimenti e capitava qualcosa di sozzo. Però la SFSM e la FBN (come la Bari Nord in mezzo allo sfacelo totale della FAL) erano società che tenevano all'immagine e alla pulizia, quindi appena possibile ripulivano i treni. Questo almeno fino allo sfascio totale delle varie società quando passarono alle Regioni.

Quel 92 Treviso non mi torna...e ricordo che non torna nemmeno al Kant...a me risulta inizio 95 con repentino peggioramento negli anni successivi , incentivato dal fatto che non perdevano tempo a pulire perché in attesa di applicare l'xmpr...
PER TUTTO QUANTO NON PREVISTO NEL PRESENTE REGOLAMENTO IL CAPOSTAZIONE DEVE USARE SENNO E PONDERATEZZA.

Online Praz©

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #35 il: 03 Aprile 2020, 14:16:23 »
Hai ragione, potrebbe essere 1993 ma sicuramente non 1995.
Nel 1992 feci un viaggio in treno verso Calalzo, per raggiungere due amici sulle piste da sci. Lungo tutta la linea era una paradiso, mezzi puliti, segnalamento manuale meccanico, stazioni curate, etc.... Ricordo che mi dissi di voler tornare quanto prima a fare foto. Ci provai nel 1993 e rimasi di merda per quanto disastro c'era in giro.
Stefano "Praz©" Paolini

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #36 il: 03 Aprile 2020, 14:57:19 »
Le foto dei filobus in centro a Portici sono tra le più belle foto filotranviarie che abbia mai visto!!
Quella in rampa a senso unico, sui lastroni di pietra lavica e con il pino di sfondo, è a mio avviso addirittura mitica.
Spettacolare il passaggio nella Reggia di Portici, che ignoravo del tutto :-[ e che vedo essere ora la Facoltà di Agraria dell'Università Federico II.

Tra l'altro vedo che il parco della stessa Reggia (tra i più vasti polmoni verdi del napoletano) confina lato mare con la ferrovia, poco oltre la fermata attuale di Portici. Mi rendo conto che non so dove fosse esattamente il capolinea della celebre Napoli Portici del 1839: qualcuno ne ha una mappa d'epoca? E in effetti a pensarci non so nemmeno dov'era lato Napoli...

Infine, domanda d'obbligo: Federico, ma cartoline di questa linea non ne abbiamo? :)

Online GiorgioStagni

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #37 il: 03 Aprile 2020, 18:01:31 »
Per la Napoli Portici mi rispondo da me: a Napoli la stazione era appena sotto Porta Nolana, e, non l'avrei mai detto, esiste tuttora! sebbene all'italica maniera, cioè come rudere (anche a causa dei bombardamenti del 1943):

https://goo.gl/maps/PNoh5en35b1j4a937
https://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_di_Napoli_%28Bayard%29

Da qui la linea seguiva una curva ad amplissimo raggio (abbastanza inconsueta, perché poi le ferrovie diventarono molto più tipicamente costituite da successioni di rettifili e curve relativamente più strette), ancora oggi visibile dalle ortofoto, fino a ricongiungersi alla linea attuale un po' prima di S.Giovanni Barra.

Offline AlessandroMuratori

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #38 il: 03 Aprile 2020, 19:00:35 »
Mi sono letto tutto dalla prima all'ultima riga. Ho ammirato foto stupende e per me del tutto nuove, a partire dai filobus rottamandi.
Grazie veramente!

Sand
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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #39 il: 03 Aprile 2020, 19:40:04 »
Grazie Sand!

(continua)

Sabato 19 è l'ultimo giorno in terra campana. Ultima colazione a Villa Depertis, finiamo i bagagli e salutiamo. Siamo stati veramente bene! La mattina partiamo verso la Napoli. Ultimi sassolini nelle scarpe, quasi tutto tram e qualche filobus. Poi alle 18.00 dobbiamo cominciare a metterci in fila al porto di Napoli per imbarcarci con la fedele Clio sul traghetto per Palermo. Viaggeremo tutta la notte e da domattina saremo in Sicilia!

La giornata inizia ancora su via Nuova Marina, poi Alessandro Volta.

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Poi, un po' a piedi un po' in tram, saliremo verso nord per passeggiare in centro e a Riviera di Chiaia. Avvicinandoci ancora una volta alla città usando come in tante altre volte la tangenziale, sperimento il primo mancato contatto con la furbizia napoletana. Sono bello tranquillo in corsia di sorpasso che un tizio con una Fiat sgangheratissima sulla corsia a destra - con sguardo innocente e con la massima calma - inizia a stringermi verso il guardrail. Arriva a sfiorarmi lo specchietto destro. Al che - marciando paralleli alla stessa velocità - esco fuori il cafone che è in me e gli grido contro, con ampi gesti amanuensi. Penso abbia funzionato, perchè si scusò e subito si allontanò.... Colore locale.

Arrivati sulla litoranea, volli scattare qualche foto nell'anomalo tratto in sede propria in via Reggia di Portici, quando il vialone scavalca la ferrovia che dalla zona industriale e deposito Sperone scende fino ai raccordi per il vecchio porto. Qui e poco a est scattai a qualche tram e qualche 1000:

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Mi venne in mente che non avevo ancora visto come fosse l'unico deposito tranviario attivo di Napoli, così a tappe scesi fino al capolinea della linea litoranea per arrivare ai cancelli del deposito San Giovanni. Di volta in volta stoppavo l'auto, attendevo, scattavo e ripartivo. Per queste foto pesco qualche file dal sito, quindi scansioni abbastanza datate.....





Vidi che l'anello del capolinea tranviario era in parte all'interno del deposito. Una vettura doveva quindi forzatamente entrare sotto i capannoni del deposito per poi uscire dal varco opposto e invertire direzione. Così attesi al cancello di uscita la prima corsa che capitava



Eppoi ficcai il naso dal cancello per vedere cosa ci fosse dentro. Quanti rottami!



Le motrici sui tre binari a destra erano tutte in servizio. A sinistra dei rottami è il binario "di corsa" dell'anello. I due rottami più in evidenza sono la vettura 1000 ancora con i colori che vestirono 4 tram per Italia 90 - quando venne istituita la LINEAMARE (servizio diretto da S.Giovanni deposito a Bagnoli Dazio, sulla tratta cioè che oltre Fuorigrotta - dove andai nei giorni scorsi - funzionò fino al 1997) - e la vettura 969, unica ricostruita con 6 finestrini invece dei 5 di tutte le altre vetture e mantenimento dell'originale tetto curvo in legno telonato. Apro parentesi: le vetture a carrelli a Napoli erano bellissime ed eleganti, suddivise in varie serie. Dopo i primi due prototipi del 1930 901 e 902, vennero le prime 4 di serie 903-906 con schema di porte alla Peter Witt: porta frontale e porta centrale. Seguirono 60 vetture 951-1010 ma con solo porte d'estremità, altre 40 seguirono ancora, con numero 1011-1054. Dopo la guerra, a partire dal 1946, iniziarono le ricostruzioni delle molte unità danneggiate. Queste però furono disomogenee per cui ad alcune unità la modifica si limitò a parti meccaniche e doppi fari frontali mentre per molte altre si arrivò anche a trasformare il frontale con uno più inclinato e aerodinamico, queste sempre e solo con l'originale faro centrale. Nel 1950 5 delle 6 unità originali vengono smotorizzate e trasformate in rimorchi, insieme ad altre 10 unità di serie. I 15 R.1-R.15 saranno trainati da 17 vetture a cui vennero potenziati i motori per questo servizio. L'uso dei rimorchi a Napoli cessa negli anni '70. Nel 1975 l'ATAN decide di rinnovare tutti i suoi tram per cui da quell'anno le casse di 72 vetture vengono inviate alle Officine Fiore e alla SOFER, dalle quali escono con nuova struttura scatolare saldata completamente metallica: via il tetto in legno, via i finestrini tradizionali sostituiti da altri di tipo automobilistico, via il verde per il tutto arancione. Le 15 motrici restanti sono invece accantonate fra il 1981 e il 1982 a seguito del terremoto del 1980 (che interruppe alcune linee, mai più riaperte, come quella fantastica di Barra, con tratti a binario unico e sede propria) e demolite nel 1997. Restano con cassa originale le sole 961 - poi restaurata funzionante come mezzo storico - e la 1004, che venne sommariamente revisionata nel 1998 per essere monumentata nella Città della Scienza a Bagnoli e da allora sempre tenuta chiusa nelle officine ATAN di Fuorigrotta, anche adesso, insieme a molto altro materiale storico per un costituendo museo dei trasporti che non ha mai visto la luce (ATM insegna?). A Dicembre 1998 i tram in servizio erano circa 40, potrei dire che nella mia visita di 2 soli anni dopo fossero ancora meno.

Lì sull'uscio del deposito mi vide un tranviere che mi chiese cosa stessi facendo. Gli spiegai. Mi chiese se ero mai stato a vedere la loro vettura storica, "quella che usarono per il film". Rimasi stupito. Mi spiegò come arrivare alle Officine ATAN di Fuorigrotta, dove magari, chissà, chiedendo all'ingresso forse me la avrebbero mostrata.... Ringraziai e alzai i tacchi. Ripartimmo verso Riviera di Chiaia e il Maschio Angioino. Arrivammo in Piazza Vittoria, dove trovai un buco per la macchina e dove scattai qualche foto sperando che il traffico non mi disturbasse troppo..... Prima un tram appena uscito dalla galleria fra la piazza e via Acton (Tunnel della Vittoria) e poi una vettura nella stretta via Gaetani che fa da passaggio per la tratta lungo i giardini:

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Ai giardini di Chiaia e dintorni restammo per un po', mangiammo in una simpatica bettola nei pressi. Ovviamente ne approfittai per scattare parecchie foto tranviarie, ne scelgo solo una:

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Poi provai a seguire il consiglio del tranviere e ripresa l'auto mi infilai nel devastante traffico partenopeo per arrivare alle Officine Fuorigrotta. Percorsi nuovamente - questa volta in macchina - il tunnel della volta scorsa e appena uscito infilai una traversa a destra. Ci misi un po' a capire dove fossero queste cavolo di officine, anche perchè non c'era alcun binario che mi potesse guidare!!! Solo nelle strette viuzze a ridosso dei capannoni apparvero tracce di binari e scambi, abbandonati da tempo. Ma come cavolo facevano ad arrivare le vetture alle officine per le revisioni???? Semplice: carrellate!!! Non sono riuscito a sapere allora ne' a risalire adesso quando venenro smantellati i raccordi a Fuorigrotta, dove ora giace una collezione preziosa ma derelitta, ben descritta qui: http://www.mondotram.it/napoli-fuorigrotta/ . Arrivammo al portone delle officine (qui: https://goo.gl/maps/MubnGdcwuWy4asKh7) - chiuso - e con la mia nota faccia da tolla, citofonai. Venne ad aprire un operaio. Spiegai che volevo vedere la 1004, che un suo collega mi aveva mandato fino a qui, che ero un forestiero interessato ai tram, blablabla. Ci lasciò entrare e ci accompagnò a vedere la vettura. Sotto i capannoni giacevano alcune altre vetture in apparente revisione, ora penso fossero in realtà destinate al cannello. La luce dagli storici capannoni (1894!) filtrava poco ma un paio di scatti riuscii a portarli a casa.....

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Tornammo verso Riviera di Chiaia e Piazza Vittoria. Qui avvenne il secondo mancato contatto con la furbizia napoletana. Ai tempi fumavo ancora e dopo la pappa una bella paglia ci stava alla grande. Ma le avevo finite. Mentre passeggiavamo per tornare verso l'auto, dissi a Iris di aver finito le sigarette, chissà se avrei trovato un tabacchi aperto in zona. In quel momento incrociammo un ragazzone che, molto gentilmente, si scusò per aver casualmente sentito la mia richiesta di sigarette e che poi ci indicò, spostandosi di qualche metro per farci vedere, un distributore di sigarette in una strada parallela. L'ho cercata adesso perchè la scena è ancora molto chiara nella mia mente. E l'ho trovata, quella strada. Il tabacchi non c'è più, si vede un negozio abbandonato, in via Satriano. Io segui il dito del tizio che indicava il distributore, che vidi. Con la coda dell'occhio però mi accorsi che il tizio fece un cenno con la testa, annuì a qualcuno. E vidi che dietro il distributore di sigarette si nascose alla vista un altro tizio con un cagnaccio al guinzaglio, un Rottweiler o simili. Capii al volo e ringraziai il ragazzone, gli dissi "ok, ma adesso non ho voglia" e ce ne andammo alla svelta. Anche Iris si accorse e rimase abbastanza scioccata. Quando al primo semaforo si fermò davanti a noi un tizio in bici che bisbigliando provò a venderci un cellulare io ero ancora abbastanza carico e lo mandai a fare inculo in zero secondi.

Percorremmo a piedi tutta via Chiaia e poi via Toledo, fino a trovarci davanti la replica della Galleria Vittorio Emanuele di Milano. Non me lo aspettavo! La attraversammo, con grande rabbia e delusione: quasi tutti i negozi al suo interno erano chiusi e abbandonati e ai bordi il pavimento e i muri laterali erano cumuli di guano e sporcizia. Un raffronto col "salotto buono dei milanesi" era una cosa improponibile. Arrivammo nuovamente alla piazza del Maschio Angioino, dove ci incontrammo per l'ultima volta con la cognata e il cognato, venuti a salutarci prima della partenza. Facemmo una passeggiata su in Piazza Plebiscito, bellissima e coreografica. Qui - dopo aver raccontato quanto era buona la grattachecca di San Felice Cancello - la cognata volle provare e comprò grattachecca per tutti da un tizio malandato con un carretto malmesso. L'idea era gentile ma la grattachecca faceva veramente schifo: ma come si fa a usare acqua di mare per fare il ghiaccio, cazzo!!!??? Incredibile. Dalla terrazza della piazza scattai qualche foto panoramica col Vesuvio di sfondo, tipo questa:

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Poi tornando verso il porto, qualche scatto in via Acton, scelgo questa:



Salutammo il parentado al varco portuale e alle 18 in punto, sotto un caldo afoso, eravamo in attesa di caricare la macchina sul traghetto Tirrenia, forse proprio quello che si intravede nella foto qui sopra. Da domani saremo in Sicilia!!!!


(segue)
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Offline ellis barazzuol

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #40 il: 03 Aprile 2020, 20:49:07 »
Qualche mese dopo ti te andai io, non so come trovai il deposito di Fuorigrotta di cui ignoravo anche l'esistenza. Il tram 1004 era in posa dentro il capannone abbandonato. Uno dei controsensi che riempiono Napoli.
NO VAP

Offline fferrab

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #41 il: 03 Aprile 2020, 22:19:28 »
Io andai a Napoli nel 2002 e ricordo che la tratta per Fuorigrotta era già stata chiusa e la linea limitata a Piazza Vittoria. Comunque in quegli anni Napoli era davvero ridotta male, anche in pieno centro, in confronto ora è irriconoscibile per quanto sia migliorata. Certo non si sono risolti tanti grandi problemi ma almeno il centro è uno spettacolo.
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Offline Davide Vicenza

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #42 il: 04 Aprile 2020, 00:09:02 »
Non so se sono le foto a essere più interessanti o il racconto, con tanto colore (nel bene e nel male) da apparire quasi una cronaca!

 :)

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #43 il: 04 Aprile 2020, 11:18:36 »
Filobus, Tram, racconto e aneddoti, qualcosa di spettacolare!
Ignoravo quasi tutto, compreso che parrebbero sopravvissuti altri due Alfa 1000.
Jacopo Cagliani
Il falso storico è una grossa bugia, l'anacronismo è l'attribuzione ad altri tempi di usanze proprie di una determinata epoca. Diremo meglio che, sia pure con molti anacronismi, la storia rimane sempre storia, e che invece, con false affermazioni, la storia diventa storiella.

Offline fabribo

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #44 il: 04 Aprile 2020, 12:56:54 »
Filobus, Tram, racconto e aneddoti, qualcosa di spettacolare!


Direi mostruoso, nel senso buono!  O0

E qualcuno si chiede come come mai l'autore si ricorda tutto a memoria, cribbio!  8)

Saluti
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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #45 il: 04 Aprile 2020, 13:08:49 »
Ho letto intanto che i filobus napoletani sono su 3 linee. La 255 che ho fotografato io è ora 255/ e arriva fino a Piazza San Ciro a Portici. Questo dal 2012.
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Offline fferrab

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #46 il: 04 Aprile 2020, 13:53:03 »
Ho letto intanto che i filobus napoletani sono su 3 linee. La 255 che ho fotografato io è ora 255/ e arriva fino a Piazza San Ciro a Portici. Questo dal 2012.

Mi sa che sei rimasto indietro, qui trovi la situazione attuale;

http://www.anm.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1308&Itemid=260

201 e 202 linee urbane, 254 linea suburbana per Portici.

"Il 27 novembre 2014 ANM sopprime la linea 255/ sostituita da un'autolinea e rinumerata 155.
Il 24 maggio 2016 ANM sospese la linea 203 per l'inizio dei lavori di riqualificazione dell'asse costiero da Via Vespucci fino al Ponte dei Francesi.
Per mancanza di risorse, dall'estate 2016 viene soppressa la linea 256/. Attualmente sono solo 3 le linee ancora attive, le linee urbane 201 e 202 e la linea suburbana 254."

Sono a buon punto i lavori di elettrificazione della futura linea 204 verso l'Ospedale Cardarelli sperando apra prima o poi.

Poi ci sono le linee CTP.
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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #47 il: 04 Aprile 2020, 14:01:48 »
 :-X :-X :-X :-X

Avevo letto che anche le linee CTP nel 2012 erano state sospese.
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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #48 il: 04 Aprile 2020, 14:02:39 »
(continua)

Dopo 3 ore di coda riuscimmo ad imbarcare e il viaggio fu tranquillo: partenza alle 20, arrivo alle 8. Uscire dal traghetto a Palermo fu una bolgia dantesca, con idioti che creavano ingorghi con le auto appena fuori dalla rampa... Epperò eravamo in pieno centro! Lasciammo Palermo verso le 10.00. L'aria si avvertiva subito molto diversa: più calda certamente che a Napoli e dintorni. E noi, con l'auto nera, senza aria condizionata, ci dovevamo preparare a sopportare veramente tanto calore!!! La meta era Enna, dove arrivammo verso le 11.30/12.00. Il viaggio in autostrada quasi sempre coi vetri abbassati lo ricordo, come ricordo il sollievo di vedere la strada dallo svincolo di Enna verso la città continuare a salire e salire.

Scelsi Enna apposta per questo: è baricentrica per quasi tutta la regione e soprattutto è in alto, dove speravo si stesse meglio che nei bollenti catini circostanti o che sulle coste. Trovammo non senza difficoltà l'Hotel Sicilia, in Piazza Colaianni, in pieno centro storico, verso Castello di Lombardia. Lo trovai usando una vecchia guida cartacea del Touring Club..... Ci sistemammo, non ricordo nemmeno se mangiammo qualcosa da quanto eravamo cotti. Ma giurerei di aver poco dopo fatto quattro passi lungo via Roma, verso il castello, e di esserci fermati al Bar del Duomo dove ci mangiammo la prima brioche con gelato di queste 2 settimane sicule, che poi divenne appuntamento fisso tutte le mattine!!!

Tornammo in albergo per farci un pennichella, ma almeno al pomeriggio una capatina ferroviaria la volli fare. Così ci organizzammo e andammo nel primo posto vicino a Enna che avevo sentito nominare sulle riviste per il locale Museo: Villarosa. Durante la strada ci fermammo a metà strada, dove grazie ad una stradella secondaria arrivammo in uno dei tanti bellissimi punti collinari della zona, giusto per il passaggio di un regionale con 582, dovrebbe essere il festivo 8585 delle 17.30:

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E qui è necessario aprire una parentesi: in queste due settimane in Sicilia la situazione graffiti che testimoniai fu devastante. Molto peggio che in Campania. Non ho visto un solo treno di 582 pulito. Mi sono confrontato con Pietro Rizzo e mi ha fatto venire in mente perchè non mi avvicinai alla FCE: perchè era un disastro di graffiti. Così anche tante ALn e persino qualche E.636. Insomma, è un avviso: diverse foto che vedrete da qui in poi hanno ricevuto una necessaria pulizia.....

Arrivammo a Villarosa. Era presenziata ma il DM era al telefono. Quindi non lo disturbammo, pur sapendo che era lui l'artefice del Museo di Villarosa. Una fila di Gs cassa in legno con all'interno una raccolta museale sulle ferrovie e sulla civiltà contadina della zona. Tanto l'oggetto della mia attenzione era lì ad aspettarmi: la RALn 60 monumentata presso il piano caricatore! Le scattai diverse foto, un paio sono già sul sito. Osservai da vicino i carrelli farlocchi sui quali era appoggiata ma il solo vederne una da vicino mi colpì.

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Cazzeggiammo in zona perchè si avvicinava l'ora della Freccia del Sud da Caltanissetta. Cercai il primo punto buono per uno scatto tremendamente in controluce. Approfittai così di un'ansa nella zona del PM Seggio per fare una foto appena sufficiente, ma che pubblico lo stesso.

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Eccetto un altro regionale - che presupponevo fosse ancora una 582 strafatta - non c'era più nulla, quindi tornammo ad arrampicarci in cima alla rupe Nissena a prendere un po' d'aria. La sera mangiammo al ristorante dell'albergo, ma non era un granchè. Così decidemmo che avremmo sempre cenato fuori, in giro per la città.

(segue)
« Ultima modifica: 04 Aprile 2020, 14:09:26 da Praz© »
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« Risposta #49 il: 04 Aprile 2020, 17:31:35 »
(continua)

La mattina di Lunedì 21 la sveglia suonò molto presto, niente brioche col gelato al limone.  :-X Volevo essere alle 8.00 in zona Comiso/Ragusa e la strada da fare era tanta e tortuosa. Passammo per la prima volta per Pergusa, dove sapevo che nel locale autodromo era monumentata una rara vera 830 FS. In questi giorni mi venne diverse volte il pensiero di andarla a vedere, ma non riuscii mai a combinare.... Passammo per Piazza Armerina, Caltagirone e da lì Grammichele e Comiso, 2 ore buone di strada molto stressante. In alcune tratte ricordo di aver visto parecchi ruderi di ferrovie a 950mm chiuse, dalle parti di Leonforte, a Valguarnera, viadotti e ponti e terrapieni fra le colline...doveva essere un mondo spettacolare!  :-\ :-\

Arrivammo in stazione che la luce era ancora bassa. Troppo bassa. Alle 8.04 le ombre dei muri del perimetro stazione erano ancora lunghe ma arrampicandomi su di essi riuscii a scattare un paio di inquadrature alla 668.1546

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Scappammo velocemente perchè ero curioso di vedere la stazione di Genisi, che ricordavo di passaggio dal treno nel mio giro del 1997. Percorremo un tratto di provinciale in aspra rampa verso il tacco di roccia che separa la zona del Tresauro dai rilievi su cui sorge Ragusa, respirando a pieni polmoni i gas di scarico di decine di camionazzi malandati carichi di rotoballe e chissà che altro. Arrivammo a Genisi in tempo per il transito di una coppia di 668

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Evitammo Ragusa e puntammo su Modica, anche a caccia di cioccolato!  :P :P In stazione - prima tappa, ovvio - era in sosta solo la coppia di 668 di prima e un 225 solitario.

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Non chiesi nemmeno se c'era il merci.... La visita a Modica però durò veramente poco, rispetto a quanto si potrebbe fare, con tutto quello che c'è da vedere ed essendo normali turisti.... Dopo tre ore di giri nel centro storico e a caccia di dolci in C.so Umberto I, per accontentare il mio desiderio di qualche treno in più, ce ne andammo. Ero curioso di vedere se sarei riuscito a fare ancora qualche fotazza sulla Catania-Caltagirone, dove 3 anni prima mi avventurai un giorno intero. Mi rimase impressa la zona di Militello e Mineo, così puntai la macchina lungo la statale 115 e in un'ora di tirata arrivai nei pressi della stazione di Mineo. Stavamo procedendo tranquilli, cercavo un punto foto dove potermi fermare e attendere quando vedo arrivarmi incontro un merci per Gela, con doppia di 443. Cazzo!!!  :o :o Giro la Clio come in un film d'azione e parto a razzo sulla statale cercando di restargli davanti. Già. Dopo 4 secondi netti sono fermo alle sbarre del PL a sud di Mineo.... Cerco di arrangiare una foto al volo, con Iris che mi grida di stare attento...

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Riaperto il PL inizia un inutile inseguimento su quella strada bellissima quanto piena di curve. Riesco a precedere il merci ma non conosco i posti dove fermarmi. La luce poi è per gran parte dal lato sbagliato.... Faccio un primo scatto quasi guidando, luce buona ma foto di merda.  ^-^ Proseguo.... Riesco a passare il PL di Vizzini prima che il treno mi blocchi del tutto e mi piazzo all'ombra degli alberi sulla rampa appena oltre la stazione. Tira un vento caldo e l'ombra di conforta.... Il merci ci mette un po' ad arrivare, ma la foto sulla rampa finalmente è come voglio io (e come avrei voluto farla nel 1997... qui feci solo una 668)

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Ripartiamo all'inseguimento. Dopo qualche kilometro di curve mi trovo ancora un PL a sbarrarmi la corsa....  ^-^ La luce è pessima e non scendo nemmeno dall'auto. Si apre, partiamo. Un altro PL. Cazzo, impossibile.  :-X Riesco a riprenderlo forse solo perchè ha problemi di marcia appena all'ingresso di Grammichele, foto insulsa e pure in lcue di merda. Mi sto veramente arrabbiando. E infatti... mi perdo nelle strade a reticolo di questo paesone e riesco a malapena a raggiungere nuovamente la statale, mentre la ferrovia è parecchio più a sud. Una decina di kilometri prima di Caltagirone ci sono gli ultimi punti in luce decente, oltre è peggio. Per cui faccio buon viso a cattivo gioco e mi piazzo banalmente a lato binario in una curva. E faccio questa:

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Sono stressato, accaldato e innervosito perchè alla fine ho portato a casa due sole foto decenti, una così così e due di merda ad un treno figo, dopo aver visto scorrere davanti agli occhi milioni di ottimi punti fotografici. Inutile andare oltre, poi più a sud le strade e la linea prendono valli differenti. Così esco da Caltagirone con la statale per Gela che seguo fino alla fine: voglio portare Iris al mare, in zona Licata. Ci fermiamo a Gela solo un secondo, per vedere cosa c'è in stazione: il deserto. Solo una 443 isolata ferma sotto le pensiline.

Un bel bagno nel vero Mediterraneo, presso le spiagge libere di Falconara ci fa passare tutti gli acciacchi e il nervoso. Alle 18.30 molliamo la spiaggia e per le 20 siamo a Enna. Stasera ceneremo in centro. Scopriremo per caso il Ristorante Centrale, dove mangeremo degli spettacolari tagliolini al limone, preparati dall'anziano chef che - a quanto leggiamo dalle targhe appese e dagli articoli di giornale presso la cassa - è il miglior chef siciliano degli ultimi 4 anni. Ovviamente ci torneremo.  :-* :-* :-*

(segue)
Stefano "Praz©" Paolini

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #50 il: 04 Aprile 2020, 17:43:25 »
Capisco l'incazzatura, ma se fossi rimasto a Modica forse non l'avresti neanche visto.....e quelle due foto sono a dir poco emozionanti
Visita il mio spazio su Flickr: http://www.flickr.com/photos/daniele_sudati/

Online Silvia

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #51 il: 04 Aprile 2020, 19:09:30 »
Davvero belle le urbane di Napoli, in particolare il filobus alla reggia di portici. E spettacolare la Sicilia!

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #52 il: 04 Aprile 2020, 19:24:20 »
Grazie Silvia!
Stefano "Praz©" Paolini

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Offline Christian D.B.

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #53 il: 04 Aprile 2020, 21:15:07 »
Racconto veramente bello e ben raccontato. Le foto poi, stupende! Oltre a tutto, bello vedere nelle foto urbane le auto tipo Fiat Tipo, uno, punto ecc. che giravano in quei anni  8)
« Ultima modifica: 04 Aprile 2020, 21:16:58 da Christian D.B. »
Viva le notturne!

Offline Peppe91

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #54 il: 04 Aprile 2020, 21:54:38 »
Finalmente le foto sicule! :P :P :P
Quanto erano belle le 582 in livrea originale, ma anche le carrozze in rosso fegato. Bellissime pure le foto a Donnafugata (la 668 con le cornici dei finestrini frontali ancora originali!) e la bella stazione di Genisi con il secondo binario ancora utilizzato per gli incroci (ci sono stato l'anno scorso, il secondo binario è stato smantellato e sono scomparsi tutti i lampioni a cedra  :-\ :-\ :-\)
Non sapevo che a Modica ha fatto servizio un 225! Bellissime le foto con la doppia di 443 NCG! Bello vedere il PL con le girandole e tutte le traverse in legno... :P

Offline Davide Vicenza

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #55 il: 04 Aprile 2020, 23:48:08 »
Nella foto alle 443 al PL, s'intravvede un'auto dieto le sbarre: era la mitica Clio?

 8)

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #56 il: 05 Aprile 2020, 00:09:10 »
Esatto!  :D
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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #57 il: 05 Aprile 2020, 11:37:35 »
(continua)

Il 22 ci spetta la nostra bella colazione al bar in piazza. Poi con calma scendiamo dalla rupe ventilata e in autostrada ci dirigiamo verso Catania. Non sono mai stato a Catania Porto FCE, perchè da quando iniziai a fotografare era già sospesa la tratta a sud di Catania Borgo per i lavori della metro. Ora che è stata riaperta, da 1 anno, ci voglio mettere piede. Arriviamo che c'è una elettromotrice in sosta: quelle ora in uso non c'erano ancora così la FCE comprò usate 3 unità dalla MUA/FCU. La nuova sgargiante livrea biancorossa con i disegni del Vulcano sulle fiancate però è durata molto poco. Come tutte le altre unità della FCE "tradizionale", anche queste sono state devastate di graffiti in pochi mesi. Scatto comunque due foto, al mezzo in sosta e alla ripartenza. Col senno di poi ho fatto granbene perchè ora che sono in grado di ripulirle ho qualche scatto interessante. E grazie a Massimo Inzerilli per l'aiuto con le patch da usare!

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Senza troppa convinzione, provo ad entrare in deposito a Catania. Anche qui incredibilmente, la carta fotografo + fidanzata apre breccia nel cuore del Capodeposito al quale ero andato a chiedere. State attenti e tanti saluti. Non che in DL ci sia questa montagna di roba però.... Nel piazzale sosta un 343 e la composizione di ALe 601 e rimorchio. In rotonda - già allora semi abbandonata, oggi del tutto - sosta un 214 e qualche altro automotore, più varie 343 cannibalizzate. PS: notare la 601 ex Alitalia in fase di ripulitura da graffiti....

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Ad un certo punto da uno stallo esce una 668.1600 che entra sulla piattaforma e viene girata per uscire in servizio. Le scatto una sola foto. Direte, ma perchè da questo lato in ombra e così frontale.... la risposta potete immaginarla.
 
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Lasciamo il DL e ringraziamo. Torniamo all'auto e ringraziamo anche il parcheggiatore abusivo al quale allungo 2.000 Lire (....) Ripassando davanti alla stazione, mi chiedo se magari sulla metro girasse un'altra elettromotrice, magari quest'altra pulita. Così fermo e rapidamente percorriamo tutto il sottopassaggio fino alla fermata sul mare. Mentre Iris prende il sole sulla panchina, io scavallo il binario e mi arrampico su un muretto. La motrice che arriva è ovviamente ancora la prima, scatto ugualmente e anche qui provvedo a ripulire.....

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Sono già le 11. Catania non mi attira: troppo bordello e troppo caldo. Così lasciamo questi lidi perchè abbiamo già fame e voglio portare Iris a mangiare in un posto insolito che trovai nel 1997, sulla statale fuori dalla stazione di Motta S. Anastasia. Arrivammo poco dopo e mangiammo due panini giganteschi, farciti di ogni bontà siculiana, grondanti olio e peperoncino. Una vera bomba ipercalorica, evidentemente molto apprezzata dai militari americani che, come la volta prima, affollavano il locale, a soli 5 km dalla base aerea di Sigonella. Finita la bomba e iniziata una tragica digestione, il troppo caldo non ci invogliava a fare altro che tornare al fresco sulla rupe di Enna. Così imboccai la statale ma prima di infilarmi sulla A19, feci un salto a Sferro. Nel fascio binari di fronte alla stazione c'erano lunghissime file di 668.1500, 1600, 343, 443, carrozze, carri, tutto in attesa di demolizione. Non feci nemmeno uno scatto, mi bastavano le foto del giro precedente..... Suonò la campanella e attesi la solita 582 strafatta.....

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Inutile perdere altro tempo..... Arrivati allo svincolo di Enna, mi accorsi che nei prossimi 45 minuti sarebbero passati i due Espressi 813/814 Treno dell'Etna, che alle 14.00 si incrociavano a Villarosa. Proposi a Iris di restare al fresco sotto le pensiline della stazione ad aspettare. Il primo aveva la 636.147, feci una foto banale ma almeno uno scatto a Enna stazione volevo averlo

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Vidi il CT allontanarsi dal treno, intanto la voce degli annunci avvisò che il corrispondente era in ritardo. Quindi non fecero incrocio a Villarosa, ne' sapevano ancora se avrebbero incrociato qui a Enna. Attesi qualche secondo e gli diedero il verde. Scappai come un coniglio, gridando a Iris di saltare in macchina. Sgommando come un pazzo inforcai la statale verso Catania per tentare di fare uno scatto in linea dello stesso espresso. Non trovai nulla di che, la luce era sbagliata e la viabilità tortuosa e via via sempre più distante dalla ferrovia. Riuscii ad arrangiare solo questa foto, in luce sbagliata, che però mi ricorda molto bene colori e calore di allora....

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Tornammo verso Enna e azzardai un calcolo. Se non aveva incrociato nemmeno a Enna, la prima possibile poteva essere solo Leonforte, o magari era ancora più indietro. Avevo comunque un buon vantaggio. Così passai oltre Enna e arrivai sulla statale 121, restando sempre in basso rispetto alla città. Il tempo correva e volendo evitare la fregatura, mi fermai nel primo punto panoramico buono e meno controluce possibile, qui: https://goo.gl/maps/kPyFHhmNqfjZSviG9 . Attendemmo il treno sotto il sole cocente, ne' il riparo in auto poteva servire a qualcosa.... avessi avuto una Clio bianca... Iris prese la seconda reflex che avevo portato e scattò anche lei il suo paio di diapo, con risulati.... ehm...modesti. La mia venne così
 
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Erano forse le 15.00. Eravamo già cotti a puntino. Senza dire una parola ci capimmo subito: andiamo su e facciamoci una pennica! Il pomeriggio poi lo passammo in giro per Enna e a cena, ovviamente, Ristorante Centrale!

(segue)
« Ultima modifica: 05 Aprile 2020, 11:44:38 da Praz© »
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Offline marcocarlone

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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #58 il: 05 Aprile 2020, 11:54:03 »
Capisco lo scazzo, però quella foto di Vizzini parla per tutte quelle non fatte  :P
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Re:Campania e Sicilia nel 2000
« Risposta #59 il: 05 Aprile 2020, 14:35:34 »
Spettacolari le foto sicule. Sia quelle del mercino strepitoso che i 636. Mi è piaciuta molto anche la Stanga-TIBB in riva al mare: sono le prime belle foto che vedo di quell'effimero servizio.

Al Ristorante Centrale di Enna abbiamo mangiato anche noi nel giorno successivo al fotografico su Gela, mentre fuori veniva l'alluvione!  :D :D
Una volta escluso l'impossibile ciò che rimane, per quanto improbabile, non può essere che la verità. S.H.