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di Stefano Paolini-----

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La realtà del turismo ferroviario non può essere più negata. Sono ormai centinaia di migliaia le persone che hanno viaggiato almeno una volta sui treni storici o turistici della Fondazione FS e di altre piccole realtà in Italia. Eppure ci sono ancora Regioni che fingono di non vedere, che prediligono il turismo di massa, veloce, distruttivo, solo in alta stagione. Invece di valorizzare tutto il loro patrimonio culturale, gastronomico, storico, paesaggistico preferiscono le masse sulle spiagge e tanti saluti. Una di queste regioni è la Puglia. Incredibilmente, dovremmo dire. Con tutto quello che può offrire una regione come la Puglia, l'Assessore al turismo pare vivere nel secolo scorso, mentre quello ai trasporti - per non si capisce quale odio personale verso la ferrovia - sta facendo tabula rasa di tante infrastrutture che potevano servire proprio ora. E così, dopo aver di fatto rimosso dalla memoria l'era dei treni storici con FS (cessati nel 2009), dopo aver fatto fermare il pluri premiato Salento Express con i mezzi d'epoca FSE, ora si è accanito sulla tratta dismessa della garganica FG, che era stata finora preservata intatta con il preciso scopo di un nuovo traffico. Questo nonostante persino il Premier Conte si fosse espresso positivamente su questa idea di collegamento ferroviario/spirituale, alla ricerca di Padre Pio, fra Pietrelcina e S. Marco in Lamis (vedi qui). Un danno compiuto con la rimozione a tempo di record di binari, pali, catenaria, segnali. Cosa si nasconde dietro tanta rabbia verso la ferrovia? Quali affari minaccerebbe un turismo slow in una regione come la Puglia? Vergognatevi, cari amministratori da quattro soldi. Tenetevi i vostri turisti nella Ibiza dei poveri. Foto Massimo Augusto / Instagram.

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